Job Future oggi allo IED

PC Oggi allo Ied si parlerà del lavoro del futuro e delle caratteristiche che le principali aziende cercano nei loro candidati ideali. Alle 17.00 in Via Sciesa a Milano parleranno Simona Maggini, CEO YOUNG&RUBICAM Italia/VML (e cultore della materia al nostro corso di Brand Lab in Iulm!), Silvia Mauri, HR Director WE ARE SOCIALMaggie Priori, Brand Manager ROBERTO CAVALLIClaudio Burchi, Account Director FUTUREBRAND e Alicia Lubrani, Head of Consumer Communication SAMSUNG coordinati da Elena Sacco, Direttore IED Management e Comunicazione Milano..Invito-Digitale

 

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Come gestire meglio il tempo e aumentare la produttività

PC La mia collega in Iulm Daniela Pellegrini, da qualche mese collaboratrice di trampolinodilancio, ha fatto, come tutti noi, una serie di buoni propositi al rientro dalle ferie, tra cui quello di trovare più tempo da dedicare a se stessa. Con approccio pragmatico ha prima individuato una tecnica di time management davvero originale ed è poi riuscita a intervistare chi l’ha ideata: Francesco Cirillo, un italiano trasferito a Berlino, che in un mondo di applicazioni e smartwatch crede che la soluzione più efficace sia puntare simbolicamente un timer da cucina e procedere per segmenti di 25 minuti.

Ecco la spiegazione della tecnica e dei vantaggi nell’intervista di Daniela Pellegrini

“COSA E’ LA POMODORO TECHNIQUE?

La Pomodoro Technique e’ una tecnica di time management.

Spesso si usa il termine time management in modo improprio: si confonde la causa con l’effetto. Aumentare la propria produttività vuol dire riuscire a fare una di queste due cose: aumentare la quantità prodotta in un definito periodo di tempo (per esempio, riuscire in un mese a preparare tre esami universitari invece di due), oppure impiegare meno tempo per ottenere una certa quantità di prodotto, (per esempio, riuscire a preparare due esami universitari in due settimane invece che in un mese). L’aumentato livello di produzione o il risparmio di tempo conseguito sono quindi “l’effetto”. Veniamo alle cause. Ci sono almeno tre fattori che determinano la nostra produttività e quindi possono consentirci di risparmiare tempo: come prendiamo le nostre decisioni, come organizziamo le informazioni e come organizziamo il tempo. L’errore comune e’ considerare tecniche di time management qualsiasi approccio capace di generare un risparmio di tempo. Le tecniche di time management sono invece quelle che intendono ottenere un miglioramento di produttività attraverso la definizione di una strategia o un modello per  organizzare il tempo.

COME FUNZIONA

Tutti noi sappiamo cosa vuol dire dipendere dal tempo. Correre e’ in genere l’effetto di questa dipendenza. Una corsa ansiosa “contro” il passare del tempo può far diventare impossibili da completare anche le attività più semplici.

E’ inutile e dannoso competere con il tempo: perderemo sempre. Invece di far questo, la Pomodoro Technique intende “invertire la dipendenza col tempo” e rendere cosi’ possibile fermarsi, ragionare, essere lucidi e focalizzati: avere il tempo come alleato. Come? Creiamo dei contenitori in cui mettere il tempo: il tempo dipende cosi’ da questi contenitori; noi non dipendiamo più dal tempo, ma da questi contenitori di tempo. Facciamo in modo che questi contenitori abbiamo la durata ideale per favorire la nostra concentrazione, consentirci di gestire le eventuali interruzioni che sentiamo dentro di noi o che provengono dall’ambiente in cui ci troviamo, e soprattutto farci respirare. Il Pomodoro e’ questo contenitore: 25 minuti senza interruzioni. Per misurare i 25 minuti usiamo un timer di quelli da cucina. Funziona cosi’: decidiamo cosa fare, carichiamo il timer sui 25 minuti e lavoriamo fino al Riiiing del timer, quindi facciamo una pausa di qualche minuto. Possiamo fare di più. Possiamo organizzare questi pomodori in modo sensato. Per esempio, ogni quattro pomodori facciamo una pausa piu lunga; oppure assegniamo le attivita’ piu’ creative ai pomodori di prima mattina; oppure decidiamo che l’ultimo Pomodoro di lavoro della nostra giornata lo dedichiamo a pulire e riorganizzare scrivania, appunti, laptop e penne per il giorno seguente. Attraverso l’osservazione dei nostri Pomodori impariamo a conoscerci e a metterci in relazione con il tempo in modo produttivo. Quando ci sentiamo poco motivati, sappiamo che “il prossimo Pomodoro andrà  meglio”.

COME PUO’ ESSERE UTILE NELLA GESTIONE DEL TEMPO DELLO STUDIO

Ci sono almeno tre benefici che si possono ottenere applicando la Pomodoro Technique allo studio:

Focalizzazione – Certo, riuscire a lavorare venticinque minuti senza interruzioni consente di aumentare la produttività, ma sono le pause al termine di ogni Pomodoro a favorire lucidità e concentrazione.

Organizzazione – Studiare comprende un numero di attività con caratteristiche molto diverse tra loro: cercare, leggere, sintetizzare, ripetere o scrivere. Ognuna di queste attività richiede non solo strumenti diversi, ma anche “il proprio tempo”. Quale Pomodoro della giornata dedicare a una di queste attivita’ e’ il risultato di una scelta consapevole: di una sensibilità sviluppata nei confronti del tempo. Personalmente trovo efficace: cercare, dopo pranzo; leggere e prendere appunti, nel pomeriggio; e ripetere o scrivere, la mattina del giorno dopo… E voi?

Realismo – Non vogliamo svegliarci a due settimane dagli esami e non avere una chiara idea di quanto abbiamo fatto e di quanto manca per passare a pieni voti l’esame. L’applicazione della Pomodoro Technique può aiutarci in due modi. Il processo di auto-osservazione che si rinnova a ogni Pomodoro, porta nel tempo a ridurre gli errori di stima: diciamo che ci metteremo un mese per prepararci e al termine del mese saremo pronti. Se inoltre impariamo ad assegnare a ogni Pomodoro un obiettivo di “valore” e non solo di “sforzo” – “saper rispondere alle domande alla fine del capitolo”, piuttosto che “leggere dieci pagine” – potremo non solo monitorare in modo accurato lo stato del nostro progetto di studio, ma anche motivarci e trovare nuova energia.

CHI SEI TU

Sono un ex studente, un esploratore e un imprenditore di una azienda che si occupa di trovare modi semplici di aumentare la produttività e di far crescere i nostri “prodotti” (idee, software, libri, etc.).

COME TI E’ VENUTA L’IDEA DI SVILUPPARLA

Quando studiavo all’università avevo grossi problemi a concentrarmi. Osservandomi sono arrivato a trovare una soluzione per il mio problema. Poi ho visto altre persone con il mio stesso problema e la tecnica ha funzionato anche per loro.”

 

Per maggiori informazioni potete visitare il sito pomodorotechnique.com e non perdetevi il nuovo libro che Cirillo sta finendo …. Waaaaaah! Decision Making Model (waaaaaah.com). Il tema che affronta è come prendere decisioni efficaci in contesti di incertezza. Direi che dovrebbe esserci utile!

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COME SCEGLIERE UNO STAGE (O UN CLIENTE)

PC Spesso mi capita di ricevere richieste di consigli da parte di studenti che devono decidere quale stage realizzare a conclusione del percorso scolastico e – auspicabilmente – come inizio della carriera lavorativa.

Credo che possa essere utile a tutti quelli che si trovano a dover scegliere tra diverse opzioni una mia personalissima applicazione della matrice del Boston Consulting Group, detta anche growth–share matrix (quella che tutti noi ricordiamo per l’azzeccata definizione di “Mucche da mungere”),  che uso quando devo valutare quale cliente/progetto accettare in qualità di consulente.

Come scegliere uno stage o un cliente

Come scegliere uno stage o un cliente

Nella mia rivisitazione metto sull’asse verticale la possibilità di guadagno che lo stage, o il progetto, garantisce, mentre sull’asse orizzontale colloco la reputazione che deriva da aver lavorato per quell’azienda o sul quel particolare programma.

Le possibili combinazioni danno vita a quattro profili, che chiamo con gli stessi nomi della celebre matrice: cash cows, stars, dogs e question marks. Ecco le loro caratteristiche e alcuni suggerimenti per decidere, secondo le vostre esigenze personali, se accettare o meno la proposta di stage (o il cliente).

CASH COWS

Esperienza di lavoro o stage ben pagato (o per lo meno pagato…) che non vi permette però di migliorare la vostra reputazione, per vari motivi: non è inerente al vostro ambito di studi, non è affine a quanto vorrete fare in futuro, non vi consente di arricchire il vostro bagaglio di conoscenze.

Alcune domande possono aiutarvi a valutare se accettare:

  • Ho assolutamente bisogno di questi soldi?
  • Riuscirò a continuare la ricerca di un lavoro più vicino alle mie aspirazioni mentre svolgo questo, o non mi resterà tempo a sufficienza per farlo?
  • Nel periodo in cui farò questo lavoro avrò il tempo e la voglia di fare parallelamente qualcosa che mi permetta di arricchire la mia formazione (come imparare una nuova lingua o migliorarne la conoscenza)?

Le stesse domande valgono per il consulente che deve decidere se accettare un progetto solo per l’aspetto economico: vi resterà il tempo per realizzarne altri, più interessanti e rivendibili, che potrebbero arrivare subito dopo che avete accettato? In questo momento avete comunque bisogno di fare cassa e quindi sacrificate ogni altra valutazione alle necessità pratiche?

STARS

Cosa state aspettando? Dite immediatamente di sì!

Per capire se uno stage, o un progetto, rientra nella categoria star e accettarlo al volo valutate se:

  • vi stanno offrendo una posizione retribuita correttamente
  • il lavoro che svolgerete è in linea con quello che desiderate fare come carriera
  • è un progetto che vi permette di crescere professionalmente
  • è un lavoro che vi consente di mettere in pratica quanto studiato
  • il vostro datore di lavoro è una società con un’ottima reputazione e un’alta notorietà, che renderà il vostro curriculum più appetibile

QUESTION MARKS

Sono quegli stage per i quali è più difficile prendere una decisione, perché da un lato collimano con la vostra preparazione e quindi arricchiranno il curriculum vitae, ma  dall’altro lato non prevedono una retribuzione consona, o perché pagati poco o perché comportano spese di viaggio tali da diventare poco convenienti.

Per decidere se accettare potete usare alcuni criteri:

  • il compito che dovrò svolgere è piacevole, stimolante, interessante?
  • ci sono concrete possibilità di avanzamento?
  • potrò usare le competenze acquisite nel mio percorso di studi?
  • potrò migliorare alcune lacune, per esempio nell’ambito delle soft skill?
  • potrò lavorare a contatto con persone dalle quali imparare molto?
  • potrò apprendere metodi di lavoro che mi serviranno un futuro?
  • sarò a contatto con un aspetto del lavoro che non conosco molto bene ,ma desidero approfondire?
  • posso sacrificare l’aspetto retributivo per un periodo di tempo?
  • la proposta economica mi fa sentire svilito nella mia professionalità? Questo a lungo termine mi farà sentire poco apprezzato e comprometterà la mia autostima?

Purtroppo anche i consulenti devono spesso valutare se accettare clienti e progetti che non garantiscono una retribuzione adeguata ma garantiscono un’alta rivendibilità e permettono di inserire nell’elenco dei clienti un nome importante. Le aziende con alta reputazione lo sanno e tendono ad approfittarne un po’. Personalmente per decidere se accettare utilizzo principalmente questi criteri di valutazione:

  • lavorerò con persone piacevoli e che stimo?
  • svilupperò un progetto nel quale dimostrare le mie capacità?
  • potrò imparare qualcosa di nuovo?
  • questo progetto mi permetterà di allargare la mia rete professionale?

DOGS

Se uno stage è poco o non pagato e in più non arricchisce il vostro percorso professionale abbiate il coraggio di dire subito di no e occupate il tempo a vostra disposizione per mettervi a cercare attivamente uno stage che rientri possibilmente nella categoria stars: in bocca al lupo!

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DOPO I 50 ANNI C’È ANCORA SPAZIO PER DARE UN TAGLIO

PC L’agosto a Comabbio – il paesino tra due laghi dove vivo da quando è nato mio figlio – riserva piacevoli sorprese: una di queste è la bella mostra dedicata a Lucio Fontana, l’artista che qui ha passato gli ultimi anni ed è morto nel 1968.fontana

La mostra raccoglie una serie di litografie donate dalla moglie Teresita al Comune di Comabbio e gli scatti fotografici di Gian Barbieri che ritraggono Lucio Fontana negli anni 1967/68 quando si trasferì definitivamente da Milano a Comabbio.

Ascoltando un documentario dedicato dalla Rai all’artista, che il curatore della mostra Massimo Cassani, ha abilmente recuperato e rimontato, ho avuto una seconda sorpresa: Fontana ha cominciato a fare i “tagli”, la tecnica che più di tutte lo ha reso celebre in tutto il mondo, a 59 anni, quando era già un artista molto apprezzato.

L’ho sentito come un bell’invito a continuare a sperimentare nuove strade per me e tutti i miei coetanei che dopo i 50 anni si ritrovano spesso a ripetere nel lavoro routine acquisite da tempo o che si accontentano di situazioni comode che però non li soddisfano pienamente.

Per chi fosse interessato, ecco tutti i dettagli sulla mostra.

Lucio Fontana ha vissuto e lavorato a Comabbio nella casa ancora esistente ed a Comabbio si spense nel 1968. Per rendere omaggio all’illustre artista e per creare un punto di riferimento anche a Comabbio, l’Amministrazione ha deciso di intitolare la sala mostre e convegni  nel nuovo edificio di proprietà del Comune, sorto al posto della vecchia cooperativa, a Lucio Fontana.

In occasione dell’inaugurazione dell’edificio è stata allestita una mostra fotografica e documentaria dedicata all’artista con l’avvallo della Fondazione Lucio Fontana di Milano, il patrocinio della Regione Lombardia e del Padiglione Italia di Expo Milano 2015. Oltre a interessanti documenti riguardanti l’attività dell’artista, a testimonianza delle numerose esposizioni allestite nei più importanti musei e gallerie d’arte del mondo, sono esposti scatti fotografici di Gian Barbieri che ritraggono Lucio Fontana negli anni 1967/68 quando si trasferì da Milano a Comabbio e una serie di litografie donate dalla moglie Teresita Rasini al Comune di Comabbio.

Orario apertura mostra: sabato e domenica 10.00-12.00 e 17.00-19.00

Per informazioni telefonare al numero 0331968572 oppure mandare una mail al seguente indirizzo:

demografici@comune.comabbio.va.it

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Riletture estive: i nostri post più visti

PC Trampolinodilancio si prende un paio di settimane di vacanza, nelle quali forse finalmente Patrizia ed io troveremo il tempo di scrivere un paio di post di cui abbiamo già appassionatamente discusso durante le riunioni di redazione (cioè le telefonate che ci accompagnano nel tragitto casa-lavoro, più o meno lunghe a seconda di variabili esogene quali il traffico, le chiamate di altre amiche, appuntamenti telefonici con clienti o colleghi et similia). Se avete già letto l’ultimo libro di Fred Vargas e state per esaurire la Lettura, l’inserto domenicale del Corriere – due fonti di grande piacere in questa estate 2015 – potreste aver voglia nel frattempo di rileggere o leggere, se ve li eravate persi, alcuni dei nostri articoli più visualizzati:

Come non iniziare una lettera di lavoro 

5 errori nello scrivere la lettera di presentazione 

Come si scrive un meeting report

Come sostenere un colloquio su skype

Profilo Linkedin: ecco cosa pensa un cacciatore di teste

Carriera e figli: si sopravvive recitando

Buona lettura e buona estate a tutti i nostri lettori!

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Vicky Gitto ci racconta la campagna Punto su di te, contro la disparità di salario tra donne e uomini

PC Dare al lavoro delle donne il giusto valore è l’obiettivo della seconda fase della campagna Punto su di te, di Pubblicità Progresso, contro la discriminazione femminile e in particolare contro la disparità di salario, che in Italia arriva al 30%. Ne abbiamo parlato con Vicky Gitto che ne ha curato la direzione creativa. Dato che Gitto è stato recentemente nominato Presidente di Y&R Group, che ora dirige insieme a Simona Maggini, promossa ad amministratore delegato, abbiamo approfittato anche per capire come questa giovane coppia, con una donna in una posizione di grande peso, intende mantenere in agenzia un clima che dia la massima possibilità di espressione e carriera sia ai giovani che alle donne.

Un’intervista molto interessante sia per chi desidera capire come si lavora in una “grande scuola” della comunicazione, sia per chi vuole capire meglio la genesi di una campagna pubblicitaria in ambito sociale. Proprio di comunicazione sociale si occuperà il nuovo corso in Iulm di cui sono co-titolare con Marco Lombardi e abbiamo quindi invitato Vicky Gitto a raccontare ai nostri studenti ancora più dettagliatamente l’iter creativo della campagna. Speriamo che la lezione e questa intervista aiutino le nostre lettrici e le nostre studentesse ad affrontare con maggiore autostima i colloqui di lavoro e a non avere remore a chiedere quello che meritano.

Ricordatevi che ottenere un colloquio con Vicky Gitto, Simona Maggini o un altro dei manager di WPP è più semplice di quanto pensiate, è sufficiente comprare uno dei testi che usiamo come manuali in Iulm, inviare una email, compilare una scheda e aspettare di essere chiamati (ci si deve poi presentare al colloquio con il libro). La proposta è presentata anche nel sito di FrancoAngeli http://www.francoangeli.it nelle pagine dedicate ai due libri di Marco Lombardi: qui http://bit.ly/1f2elrF e qui http://bit.ly/1I0ZFQm.

Una sola raccomandazione: non è sufficiente comprare i libri, meglio anche leggerli, non solo perché sono utili se volete fare questo mestiere ma anche perchè Vicky Gitto è autore di un capitolo del libro sulla creatività e Simona Maggini conosce molto bene quello sulla strategia che usiamo nel corso di Brand Lab. di cui è cultore della materia!

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Ricordiamo il grande Elio Fiorucci rileggendo i suoi consigli

fiorucciPC Ci piace ricordare il grande maestro Elio Fiorucci riportando l’intervista nella quale ci aveva dato, con la passione che lo caratterizzava sempre, alcuni consigli per i nostri lettori.

8 novembre 2012.

PB Mentre leggete, immaginate suoni e atmosfera: lui, carismatico e calmo, parla con un microfono che tiene stretto al petto. Si muove poco e sta seduto (diciamo: il contrario dell’imbonitore televisivo che si agita magnificando pentole e materassi).

Non alza la voce.

I suoi occhi brillano e saltano per tutta la sala, per tutti quelli che stanno lì ad ascoltarlo.

La voce è bassa eppure nessuno perde una parola.

Con noi, per voi giovani talenti, parla di rapporti umani, di fiducia, di molteplicità, di passione, di coraggio, di innovazione, di autenticità. Non conosce tutti i vostri nomi. Ma pare dagli occhi (che ridono? che sanno? ) che queste parole le abbia dette proprio per ognuno. Almeno così è parso a me e Paola che – ça va sans dir – siamo ormai perdutamente innamorate.

Trampolinodilancio: Durante il suo speach da Robilant & Associati ci ha colpito la sua definizione del mercato come “atto d’amore”, inedita definizione per un concetto, quello di mercato, che viene di solito o idolatrato o demonizzato: ci spiega la sua idea di mercato? E dove la vede realizzata?

Elio Fiorucci:  In ogni città esistono i mercati che non hanno mai perso il loro fascino a favore della Grande Distribuzione. Il mercato come dicevo non è solo il luogo delle merci ma è anche il luogo dell’incontro con  chi le merci le produce o le sceglie personalmente, per cui si instaura un rapporto umano che prevede la fiducia e tante altre bellissime sensazioni che si ottengono solo con lo scambio tra gli uomini.

Trampolinodilancio : A un certo punto della sua vita lei ha dovuto cedere il marchio Fiorucci. Che consigli darebbe a chi, sul lavoro, deve misurarsi con realtà dolorose di cambiamento?

Elio Fiorucci: Non avere una sola passione ma capire che esistono tante cose da vedere o da fare che non possono ridursi in una sola esperienza

Trampolinodilancio : A proposito dell’importanza di “andare a bottega”: quali “botteghe“ oggi consiglierebbe a un giovane che vuole iniziare a lavorare? Quali i maestri da seguire? I modelli da cui imparare? Quali luoghi da frequentare?

Elio Fiorucci:  E’ impossibile descrivere questi luoghi, li puoi trovare in una stradina secondaria o addirittura in qualche piccolo paese perchè lì senti che si esprime la personalità. Quelli che scelgono inconsciamente o consciamente di fare solo quello che amano. Ci sono gli appassionati di motociclette e gli appassionati di fiori, se li conosci hanno tutti la stessa attitudine che si chiama passione.

Trampolinodilancio : Tutti riconoscono le sue doti eccezionali di talent scout: Lei come riconosce un talento?

Elio Fiorucci: Per il coraggio di fare una scelta innovativa e questo può avvenire in qualunque categoria di professioni.

Trampolinodilancio : Che consiglio darebbe a un giovane che deve affrontare un colloquio di lavoro?

Elio Fiorucci:  Essere se stesso, non essere timido perchéla timidezza a volte è confusa con la mancanza di capacità.

 

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A.A.A. futura redattrice cercasi

PC Daniela Pellegrini, che ha già scritto alcuni post per Trampolinodilancio e lavora insieme a me in Iulm, ci chiede di pubblicare la notizia che il portale con cui collabora (Chizzocute-Logo-Headerhttp://www.chizzocute.it) è in cerca di una futura redattrice per l’area eventi.

L’ho intervistata per voi per capire meglio di cosa si tratta, così potete valutare se candidarvi.

Daniela Pellegrini ll blog (ora diventato portale) con cui collaboro e che si occupa di mamme e tutto quello che è attinente al tema, sta cercando una ragazza che abbia voglia di iniziare ad esplorare e collaborare nell’area degli eventi e dei redazionali.

Trampolinodilancio: di cosa si deve occupare questa persona?

Daniela Pellegrini In sostanza questa figura dovrebbe andare a presenziare a tutti gli eventi, presentazioni, feste, aperitivi…a cui il Blog è invitato e ritornare in redazione con un report di quanto avvenuto e il materiale che è stato dato all’evento.

Inizialmente questa ragazza riceverebbe come compenso tutto quello che viene regalato ed omaggiato agli eventi stessi e inizierebbe a collaborare con la redazione per capire le dinamiche del lavoro interno.

Trampolinodilancio: Quindi può essere un primo passo all’interno del mondo del lavoro?

Daniela Pellegrini: Sì, certo! E’ un modo per capire come funziona un portale, una redazione e il lavoro dei bloggers. Infatti una volta rodata la collaborazione si prevede di definire con questa persona una collaborazione come free lance in occasione di eventi e progetti che si possono prospettare e quindi concordare un compenso economico.

Ritengo sia una ottima opportunità per chi ancora studia o ha appena finito perché all’inizio non si tratta di una collaborazione full time e quindi lascia spazio anche all’impegno in Università.

Trampolinodilancio: quali caratteristiche deve avere questa persona?

Daniela Pellegrini: Inutile sottolineare che la persona cercata è intraprendente e ha il desiderio di iniziare a conoscere il mondo degli eventi e delle redazioni. Possibilmente di sesso femminile solamente per i temi che vengono trattati nel blog e quindi gli eventi a cui dovrà partecipare: mamme, bambini, ricette, etc…

Trampolinodilancio: come fare per mettersi in contatto?

Daniela Pellegrini: è semplice: basta mandare una email sia per candidarsi sia per ricevere maggiori informazioni a:  redazionemedia@gmail.com

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Dal Branding al Personal branding

PC Su questo blog abbiamo spesso affrontato l’argomento del personal branding (il fatto che ognuno di noi è di fatto una marca e come tale comunica e si vende). Daniela Pellegrini, che collabora con me in Iulm, ci fornisce, con il suo classico approccio da personal coach, alcune indicazioni su come trasformare le conoscenze di marketing in indicazioni operative per la costruzione di un brand distintivo e coerente e quindi più facile da vendere. In sostanza ci aiuta a capire come trovare un lavoro o migliorare la nostra posizione. Ho conquistato il vostro interesse? Leggete i suoi suggerimenti!f167fd140c425b4806cbb43eaa1d8863

Daniela Pellegrini: Anche noi siamo Brand e possiamo diventarlo.

Vi sembra strano dirlo? Forse sì, ma riflettete su questo principio prima di andare a fare un colloquio di lavoro, sia che siate alle prime esperienze sia che vogliate cambiare azienda: in pratica state “vendendo” voi stessi e quindi dovete trattarvi come farebbe un brand commerciale. Da qui vi esorto a fare questo passaggio logico: da Brand a Personal Brand.

Il personal branding infatti ci permette di differenziarci dalla massa rendendoci unici e riconoscibili.

Preparatevi quindi a riflettere sul vostro personal brand, utilizzando le quattro classiche leve di marketing.

Come si costruisce un personal brand

  1. Mission

La tua mission è lo scopo della tua attività, il motivo perché la fai. Nel nostro caso la tua mission è il messaggio che comunichi con i tuoi studi, la tua professionalità.

Esercizio: scrivi la tua mission.

Alcuni spunti:

Cosa fai?

Perché lo fai?

Per chi lo fai?

Che problema risolvi?

Perché lo sai fare così bene?

Perché lo fai meglio di altri?

In che modo ciò che fai parla di te?

  1. Prodotto

Noi siamo Prodotto

Il Prodotto siamo noi…: quindi va identificato cosa vogliamo “vendere” senza ego-referenziarsi ma divenendo capaci di ascoltare e comprendere il mercato, individuare bisogni ancora insoddisfatti e rispondere con un’offerta di  noi stessi adeguata e competitiva.

Per farlo rispondete alle seguenti domande:

Quali sono i tuoi punti di forza?

Quali sono i tuoi limiti?

Chi sei?

Come sei arrivato/a qui?

Quali sono i tuoi principali successi?

Come ti vedono gli altri?

Come ti vedi tu?

Come vorresti essere vista/o?

 

  1. Posizionamento

Come nelle logiche di mercato definire il posizionamento è fondamentale per avere un’offerta unica e differenziarsi dalla concorrenza.

Il posizionamento dovrebbe cercare “uno spazio vuoto da riempire”: analizzate i bisogni del target di riferimento, in questo caso la persona che andrete ad incontrare, e le proposte dei competitor, e quindi coloro che faranno o hanno già fatto il vostro stesso colloquio,  in modo da posizionarvi in maniera unica e originale con la propria offerta = voi stessi.

E voi cosa avete di originale da offrire?

Guardate gli annunci di lavoro simili, leggete storie di persone che hanno fatto le vostre esperienze e ce l’hanno fatta, trovate la vostra USP.

  1. Prezzo

Un approccio di marketing classico prevede anche il pensiero anche sulla leva Prezzo. Capisco che potreste obiettare: ma è l’Azienda che fa l’offerta, il mercato è in crisi…Certo, ma definire il nostro valore “economico” è comunque importante e ci aiuta a fare delle scelte.

Due i fattori di cui tenere conto:

  1. definire l’aspetto valoriale del vostro prodotto ( = personal brand, voi stessi), che non solo riveste un valore economico. Quindi chiedetevi: quanto valgo? Quanto posso essere unico ed interessante per l’Azienda?
  2. Definire il costo oggettivo e quindi definire a quanto siamo disposti a vendere il nostro servizio. A quanto oggettivamente sei disposto a venderti o vendere il tuo servizio, facendo i veri conti di cassa dei soldi che ti sono necessari per vivere e di quanto oggettivamente vali perché sei un professionista preparato?

Se foste dei freelance allora il lavoro sul personal brand dovrebbe continuare sulla definizione del target, l’analisi della concorrenza, e poi naming, visual identity.

Ora invece ci siamo soffermati sui colloqui di lavoro presso Aziende e Società quindi concludiamo con un alert:

L’abito fa il monaco…

voi comunicate il vostro brand in ogni momento, quindi è importante che quando vi trovate davanti ad un colloquio i vostri interessi, lo stile, l’abbigliamento, il vostro modo di parlare etc… siano sempre coerenti con la costruzione del vostro brand (= coerenza e credibilità).”

Su quest’ultimo punto abbiamo anche scritto Come vestirsi per un colloquio di lavoro.  E se vi è interessato questo post potreste trovare utili anche  Che prodotto sei? , Come fare carriera alla cena di Natale , Come vestirsi d’estate per una riunione,

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Il perfetto candidato per Bayer è una ricetta composta da diversi ingredienti. Ce lo spiega Greta Pignata.

PC Pensando al marketing come sbocco professionale spesso viene naturale limitarsi a valutare il largo consumo, mentre ci sono dei settori, come quello del marketing chimico – farmaceutico, in cui un giovane dotato di talento ed esperto nelle nuove tecnologie può trovare molti progetti interessanti sui quali mettersi alla prova.

Quali caratteristiche vengono apprezzate in una grande azienda come Bayer? Come affrontare un colloquio in una realtà di questo tipo? L’abbiamo chiesto a Greta Pignata che si occupa di Business & Marketing Communications in Bayer CropScience.

Greta Pignata, Business & Marketing Communications in Bayer CropScience.

Greta Pignata, Business & Marketing Communications in Bayer CropScience.

Chiacchierando abbiamo scoperto che prima di passare in azienda, dov’è dal 2012, Greta ha lavorato in agenzie di comunicazione come Leo Burnett, quindi ci è venuto naturale chiederle se trova più stimolante il suo attuale ruolo “dalla parte del cliente”.

Greta Pignata: L’agenzia pubblicitaria è una scuola importante per capire cosa significa fare comunicazione, quella vera! E farla bene.

Ma non si ha mai l’ultima parola, che è sempre quella del cliente, che alla fine decide.

Ora mi trovo proprio in questo ruolo dove ho la possibilità di esprimermi al massimo e di guidare i progetti, interfacciandomi allo stesso tempo con interlocutori sempre diversi che ogni volta arricchiscono le mie conoscenze.

Passiamo ai consigli per i nostri lettori: quali caratteristiche deve avere un giovane per entrare nel reparto Business & Marketing Communications di Bayer?

Greta Pignata:

La ricetta è composta da diversi ingredienti.

Il primo, che non deve mai mancare, è una forte preparazione “non solo” universitaria…

Una solida base teorica è elemento essenziale ma non sufficiente. Soprattutto in questo settore, dove le competenze richieste sono sempre più integrate e in evoluzione.

Un giovane che vuole affrontare al meglio il mondo del lavoro e sviluppare una carriera nella comunicazione deve necessariamente avere confidenza con i nuovi linguaggi della comunicazione ed informarsi continuamente su ciò che accade nel mondo. Perché avere uno sguardo aperto verso le cose è per noi un valore aggiunto.

Ma non è tutto qui.

E’ necessario possedere spiccate doti comunicative e relazionali (in quanto ci si relaziona con diversi stakeholder e si collabora con diversi colleghi, anche di reparti diversi),  essere creativo  ma soprattutto aver voglia di fare e di mettersi in gioco. Perché è questo che fa la differenza, in un’azienda fortemente orientata alla formazione e alla ricerca di nuovi talenti.

C’è una persona che hai assunto che le è rimasta impressa perché rappresenta le qualità che deve avere un candidato?

Si, sono rimasta positivamente colpita da una persona che ha effettuato un periodo di stage nel nostro reparto.

Perché ha mostrato lo stesso entusiasmo e etica del lavoro che caratterizza questa azienda e che avevo io quando ho iniziato il mio percorso in Bayer.

Il lavoro, lo dico sempre, è parte integrante della vita di una persona e va affrontato con professionalità e dedizione, caratteristiche fondamentali per chi vuole crescere in un’azienda.

E ci vuole poco per capire chi ha questi valori dentro di sé!

Il candidato selezionato ha mostrato fin da subito grande interesse verso le mansioni proposte, precisione e proattività nel fare le cose.

E aggiungerei anche un pizzico di coraggio nell’affrontare le sfide di ogni giorno, sia grandi che piccole.

Un consiglio su come affrontare un colloquio di lavoro?

Prepararsi: mai affrontare un colloquio di lavoro impreparati. Si perde in partenza.

E’ necessario informarsi sull’azienda e sulla posizione per cui ci si è candidati. Anche perché questo è sinonimo di interesse e permette una maggiore interazione con chi si ha di fronte in fase di colloquio.

Sembra una cosa scontata ma non è così: in passato, infatti, ho incontrato ragazzi che non ricordavano neanche il job profile richiesto!

E poi, questo non è un consiglio spassionato ma “sperimentato di persona”: ho ancora sulla scrivania i miei fogli scarabocchiati con tutte le informazioni su Bayer ricercate su internet giorni prima del colloquio.

Non li ho mai buttati, in ricordo di quel famoso pomeriggio d’estate quando il mio attuale capo mi chiese: “Cosa conosce di Bayer?”

In quale settore del marketing e della comunicazione ci sono maggiori prospettive di sviluppo per i giovani al momento?

In questo periodo, particolarmente difficile per entrare nel mondo del lavoro, ritengo che il settore digital (sia nel marketing che nella comunicazione) sia quello che possa dare più opportunità. Perché sono proprio i giovani a portare nuove competenze in questo settore.

Tutti sanno ma pochi conoscono “veramente” le dinamiche che governano la digital communication e i suoi strumenti (attività SEO, SEM, social network, siti, blog etc..), sempre più utilizzati per farsi conoscere e interagire con i propri clienti. Per farlo, al meglio, servono conoscenze specifiche: perché adottare le strategie giuste ed il linguaggio più idoneo è un punto a favore per le aziende che vogliono essere al passo con i tempi e con i nuovi mezzi di comunicazione, sempre più innovativi.

Quale consiglio potrebbe dare a un giovane che voglia entrare nel mondo del marketing e della comunicazione?

Valutare attentamente le proprie aspirazioni e ciò in cui si è più dotati è il primo passo per entrare in questo campo dove, non dimentichiamolo, c’è molta concorrenza.

Oggi le università offrono diversi corsi e indirizzi di studio per specializzarsi in questo settore: consiglierei di non fare scelte affrettate ma di valutare attentamente il percorso più consono alle proprie aspettative, partendo dalla fatidica domanda: “Cosa voglio fare da grande?”

E poi, all’inizio, bisogna essere sempre pronti ed aperti a vivere diverse esperienze di lavoro, magari anche quelle poco soddisfacenti dal punto di vista remunerativo, perché sono formative e permettono di acquisire competenze sempre nuove.

 

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