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In quale divinità greca ti rispecchi?

artemide

Artemide, nell’opera-carta da gioco di Momò Calascibetta

PC Patrizia e io da piccole eravamo molto fiere di sapere a memoria i nomi e le caratteristiche delle divinità greche, con la relativa traduzione romana. Ho sempre trovato questo esercizio mnemonico più utile di quello dei nostri figli che in tempi più recenti avrebbero snocciolato con scioltezza gli  impronunciabili nomi dei dinosauri e le complicatissime virtù dei Gormiti. Forse perché intuivo che nelle divinità greche si manifestano degli archetipi che aiutano a conoscerci meglio.

È quanto dimostra un divertente gioco libro, gli Specchi, edito da Vangelista Editori, del quale ho sentito sabato la presentazione a Comabbio, dove l’entusiastico coordinatore dell’iniziativa, l’amico Massimo Cassani, insieme alla comabbiese Raffaella Marcaletti, autrice dei testi, invitavano a specchiarsi in questa opera e a scoprire qualcosa di sorprendente su se stessi. “Percorrere, giocando, un cammino che dalle divinità classiche, attraverso i livelli dell’Io, Super-Io e Es, porta a scoprire le carte che illustrano il nostro modo di essere.” racconta Massimo “mentre le carte dipinte ad arte da Momò Calascibetta, noto autore siciliano, evocano figure archetipiche e le rendono moderne.” Un divertente modo per condividere con gli amici una riflessione su come appariamo a loro e loro a noi, in un’affascinante mix di divinità greche, analisi freudiana e archetipi junghiani.

specchiHo voluto provare a capire se sul lavoro è più utile essere Artemide o Atena, le due divinità che mi hanno sempre attratto maggiormente. Scopro che “Artemide rappresenta la donna risoluta, indipendente, irrequieta, più attiva che riflessiva, una donna in carriera che non si realizza tanto nella vita familiare quanto nel suo lavoro. Sebbene sia una donna distaccata e ombrosa, chi si merita il suo rispetto può contare sul suo illimitato sostegno.” Insomma un po’ la protagonista del Diavolo veste Prada che ho rivisto ieri pomeriggio per la ventesima volta. Non credo di rispecchiarmi pienamente in questa divinità, anche se sicuramente sento molto vicina l’aspirazione, in questa fine d’anno faticosa, di “muoversi con libertà e realizzarsi al di fuori dei canoni comuni.”

Da sempre sono affascinata da Atena, dea della sapienza e dell’artigianato (chi mi conosce sa che libri e lavoretti manuali sono la mia vera passione). In cosa ci può essere utile questa divinità sul lavoro? Nel libro leggo che la sua personalità muta in continuazione con le nostre esperienze, quando agiamo sul mondo, quando reagiamo a quello che accade intorno a noi, quando siamo soli o quando interagiamo con gli altri. Quindi Atena è

Atena, nella carta gioco illustrata da Momò Calascibetta

Atena, nella carta da gioco illustrata da Momò Calascibetta

  • cerebrale, saggia, focalizzata, colta, autoritaria, NEL MONDO INTERIORE
  • formale, raffinata, forte, previdente, aggiornata, IN REAZIONE AL MONDO ESTERNO
  • stratega, giusta, eclettica, vittoriosa, tecnica, pratica, civile, QUANDO AGISCE SUL MONDO ESTERNO
  • competitiva, trascinatrice, condottiera, severa, IN RELAZIONE CON GLI ALTRI

Di sicuro non sono stata sempre un’Atena nella mia vita professionale, e forse ancora meno un’Artemide, ma forse è venuto il momento che noi donne attingiamo da queste divinità per affrontare più agguerrite e sagge le difficoltà del mondo del lavoro, in confronto alle quali combattere semidei o mostri sono, francamente, bazzecole.

 

 

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DOPO I 50 ANNI C’È ANCORA SPAZIO PER DARE UN TAGLIO

PC L’agosto a Comabbio – il paesino tra due laghi dove vivo da quando è nato mio figlio – riserva piacevoli sorprese: una di queste è la bella mostra dedicata a Lucio Fontana, l’artista che qui ha passato gli ultimi anni ed è morto nel 1968.fontana

La mostra raccoglie una serie di litografie donate dalla moglie Teresita al Comune di Comabbio e gli scatti fotografici di Gian Barbieri che ritraggono Lucio Fontana negli anni 1967/68 quando si trasferì definitivamente da Milano a Comabbio.

Ascoltando un documentario dedicato dalla Rai all’artista, che il curatore della mostra Massimo Cassani, ha abilmente recuperato e rimontato, ho avuto una seconda sorpresa: Fontana ha cominciato a fare i “tagli”, la tecnica che più di tutte lo ha reso celebre in tutto il mondo, a 59 anni, quando era già un artista molto apprezzato.

L’ho sentito come un bell’invito a continuare a sperimentare nuove strade per me e tutti i miei coetanei che dopo i 50 anni si ritrovano spesso a ripetere nel lavoro routine acquisite da tempo o che si accontentano di situazioni comode che però non li soddisfano pienamente.

Per chi fosse interessato, ecco tutti i dettagli sulla mostra.

Lucio Fontana ha vissuto e lavorato a Comabbio nella casa ancora esistente ed a Comabbio si spense nel 1968. Per rendere omaggio all’illustre artista e per creare un punto di riferimento anche a Comabbio, l’Amministrazione ha deciso di intitolare la sala mostre e convegni  nel nuovo edificio di proprietà del Comune, sorto al posto della vecchia cooperativa, a Lucio Fontana.

In occasione dell’inaugurazione dell’edificio è stata allestita una mostra fotografica e documentaria dedicata all’artista con l’avvallo della Fondazione Lucio Fontana di Milano, il patrocinio della Regione Lombardia e del Padiglione Italia di Expo Milano 2015. Oltre a interessanti documenti riguardanti l’attività dell’artista, a testimonianza delle numerose esposizioni allestite nei più importanti musei e gallerie d’arte del mondo, sono esposti scatti fotografici di Gian Barbieri che ritraggono Lucio Fontana negli anni 1967/68 quando si trasferì da Milano a Comabbio e una serie di litografie donate dalla moglie Teresita Rasini al Comune di Comabbio.

Orario apertura mostra: sabato e domenica 10.00-12.00 e 17.00-19.00

Per informazioni telefonare al numero 0331968572 oppure mandare una mail al seguente indirizzo:

demografici@comune.comabbio.va.it

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