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Riletture estive: i nostri post più visti

PC Trampolinodilancio si prende un paio di settimane di vacanza, nelle quali forse finalmente Patrizia ed io troveremo il tempo di scrivere un paio di post di cui abbiamo già appassionatamente discusso durante le riunioni di redazione (cioè le telefonate che ci accompagnano nel tragitto casa-lavoro, più o meno lunghe a seconda di variabili esogene quali il traffico, le chiamate di altre amiche, appuntamenti telefonici con clienti o colleghi et similia). Se avete già letto l’ultimo libro di Fred Vargas e state per esaurire la Lettura, l’inserto domenicale del Corriere – due fonti di grande piacere in questa estate 2015 – potreste aver voglia nel frattempo di rileggere o leggere, se ve li eravate persi, alcuni dei nostri articoli più visualizzati:

Come non iniziare una lettera di lavoro 

5 errori nello scrivere la lettera di presentazione 

Come si scrive un meeting report

Come sostenere un colloquio su skype

Profilo Linkedin: ecco cosa pensa un cacciatore di teste

Carriera e figli: si sopravvive recitando

Buona lettura e buona estate a tutti i nostri lettori!

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LO STAGISTA PERFETTO A SCUOLA DI PRONUNCIA

PC Il magazine Wired ha pubblicato un video nel quale si spiega a un autentico giovane aspirante stagista alcune regole base per qualificarsi al meglio a un colloquio e ottenere il posto. Più di un lettore del nostro blog ce l’ha segnalato perchè sicuramente può essere utile per i giovani in cerca di un primo impiego (e alcuni suggerimenti sono interessanti anche per chi ha qualche anno di più). Vedrete il candidato alle prese con una domanda altrettanto bizzarra di quella trattata nello scorso post, e la relativa spiegazione su come rispondere. La sezione però che mi è sembrata più utile è quella relativa alla corretta pronuncia delle moltissime parole inglesi che vengono ormai usate nelle aziende. Infatti chi usa i termini giusti nel modo giusto trasmette un messaggio molto importante: “sono già uno di voi”.

Proprio oggi Maria Cristina Terenzio segnala su Twitter un post molto divertente, dal blog Fraintesa, che contiene un prontuario sulla corretta pronuncia di una serie di termini che vengono quasi sempre storpiati, dai giovani, ma anche dai meno giovani: da non perdere.

Ho già avuto modo di raccontare che durante le lezioni lotto costantemente contro i brand character pronunciati ciaracter e i meeting report con accento sulla “e”. Nei prossimi giorni insieme a Patrizia prepareremo una sintesi dei peggiori errori di pronuncia dei termini più usati nel marketing e nella comunicazione. Se volete aiutarci a raccoglierne, sono sicura che anche voi ne avete sentiti più di uno.

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Scripta Manent II

Appunti su iPad

Appunti su iPad (Photo credit: viskas)

PC Come Patrizia ben sa (me ne ha regalati in questi anni più di uno!) anch’io giro con l’immancabile quadernino, sul quale appunto tutto quanto viene detto in riunione e voglio essere sicura di ricordarmi. In più di una occasione il quaderno mi ha aiutato a ricordarmi quanto era stato deciso negli incontri precedenti, in particolare per quanto riguarda i numeri, che so non essere il mio forte e che quindi scrivo sempre!

Di solito aggiungo delle frecce sul margine, che mi aiutano a evidenziare che cosa va fatto in seguito alla riunione. Come dico sempre ai miei studenti, dei buoni appunti sono il primo passo per preparare il meeting report, il documento che sintetizza tutto quanto deciso in riunione:  le frasi contrassegnate da una freccia diventeranno automaticamente i  next steps, le azioni che devono essere prese in seguito alla riunione.

Ovviamente se siete particolarmente tecnologici un tablet può benissimo sostituire il quaderno. L’unico rischio – se usate la tastiera e avete l’abitudine di scrivere tutto quanto viene detto – è quello di avere l’aspetto vagamente autistico delle stenografe in parlamento. In compenso gli appunti, con una veloce revisione, sono già pronti a trasformarsi nel report della riunione, senza necessità di trascrizione. In alternativa ci sono delle applicazioni che consentono di scrivere con il pennino come su un foglio.

Il vantaggio del tablet è che permette – volendo – di archiviare gli appunti per cliente, per data, per importanza, mentre il quaderno non fa che riportare giorno dopo giorno quanto vi è successo. E a volte vi ripropone giornate che vorreste cancellare dalla memoria, come l’annotazione di un’idea presa durante il brief di una gara, che poi non avete vinto.

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