Profilo Linkedin: ecco cosa pensa un cacciatore di teste

PB  Ho recentemente incontrato un Head Hunter con cui avevo avuto a che fare diversi anni fa. Allora ero giovane, bionda (?!) e all’inizio della mia carriera.

Monica Boselli (questo il nome della “cacciatrice di teste”) mi aveva portato da un’Azienda di Lingerie a una Maison di Moda.

Come quando si parla di primo amore e di esperienze indimenticabili  (entravo grazie a lei nel luminoso mondo del fashion show) avevo conservato un ricordo affettuoso di MB Research (che nel frattempo ha cambiato il suo indirizzo ma non il suo stile elegante e riservato).

In coda alla nostra chiacchierata, le ho chiesto, per Trampolinodilancio, un parere da professionista a proposito della redazione del profilo di Linkedin.

Mi ha dato un paio di dritte molto preziose che vorrei girarvi.

  • L’obiettivo del profilo è di ottenere un colloquio.
  • Per ottenere un colloquio bisogna entrare nelle selezioni dei ricercatori (che siano Società dedicate alla ricerca del personale o l’Ufficio Risorse Umane di un’Azienda)
  • Per entrare nelle selezioni ed essere inseriti nella rosa dei candidati, bisogna inserire le parole chiave con cui supponiamo un ricercatore conduca la sua indagine (per esempio Marketing Apparel o Media Planner o Shoes Designer)

Insomma l’esperto ci dice che, sul profilo di Linkedin, è meglio scrivere “MODA” che fare un profilo di moda e scrivere “CREATIVO” piuttosto che essere creativi

Dobbiamo farci rintracciare facilmente in quello straordinario ma infinito database che è Linkedin.

Un profilo troppo lungo, troppo complesso, rischia di non essere letto: cerchiamo di essere facili e semplici per chi ci deve cercare (una giornata su Linkedin può essere di una noia mortale: rendiamo la vita facile a chi ci deve trovare e seminiamo espliciti indizi per la sua indagine).

Poi siamo unici, speciali e irrinunciabili durante il colloquio: è lì infatti che si faranno i giochi e dove dovrà emergere carattere, professionalità, competenza, creatività.

Grazie a Monica Boselli per i suoi consigli (uno di questi giorni vado nel mio profilo e faccio un paio di modifiche)

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One thought on “Profilo Linkedin: ecco cosa pensa un cacciatore di teste

  1. Giulia Spada ha detto:

    Colgo l’occasione per ringraziare anch’io MB Research e Monica Boselli per avermi a suo tempo ritenuta adatta al trasferimento da una media azienda di abbigliamento piemontese a una Maison di Moda lombarda.
    A quel tempo il CV era cartaceo, quello che davvero contava era l’impressione che davi al selezionatore vis-à-vis, se eri bravo in quella fase potevi dimostrarlo e ottenere un secondo colloquio, a volte direttamente con l’Azienda.
    Su LinkedIn invece devi far subito colpo: devi essere sintetico ma non troppo, incisivo ma non eccessivo, usare al meglio le parole chiave.
    Se sbagli l’impostazione, anche se fossi “er mejo der Colosseo”, non ti prende in considerazione nessuno, nemmeno per un primo contatto.
    Concordo con PB: bisognerà dare una bella revisionata al profilo, se si è in cerca di alternative.

    Mi piace

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