Archivio mensile:dicembre 2014

COSA VI AUGURATE PER IL 2015? DISEGNATELO IN UN’INFOGRAFICA

PC I lettori di Trampolinodilancio (che stanno diventando davvero tanti, ormai siamo sempre sopra i 5000 utenti al mese, grazie!) cercano su questo blog consigli su come pianificare la loro carriera, a partire dai primi passi fino a come progettare un nuovo percorso professionale.

In un momento di riflessione com’è l’inizio di un nuovo anno penso però che dovreste inserire gli auspici per il vostro percorso professionale nell’ambito di quello che più in generale vi augurate per il 2015. Io l’ho fatto e il risultato è questa infografica che illustra quali sono le mie priorità per l’anno nuovo e cosa mi dà felicità.Buon 2015!

Cercando un tipo di infografica che mi permettesse di visualizzare i miei obiettivi e valori ho trovato questo grafico formato da insiemi, che oltre a ricordarmi gli anni scolastici si è rivelato molto utile per fare un po’ di introspezione.

È un gioco che vi aiuterà a chiarirvi le idee e ad avere un punto di riferimento su cui tornare durante l’anno quando dovrete fare delle scelte: vi offrono un lavoro all’estero che vi farà stare lontano dal vostro fidanzato? Se avete dato più peso al successo professionale rispetto alla serenità che vi dà l’amore accettatelo senza ripensamenti. Avete disegnato un enorme insieme che rappresenta il divertimento? Inutile scegliere un lavoro che vi costringe a svegliarvi molto presto ogni mattina rinunciando alle uscite serali. Probabilmente non reggereste a lungo.

Ecco alcuni suggerimenti per la creazione dell’infografica di cosa vi renderà felici nel 2015.

  • Scrivete su un foglio l’elenco di quello che vi renderebbe felice nel 2015. Cercate di essere sinceri almeno con voi stessi: non dev’essere la dichiarazione di una candidata di un’aspirante Miss Italia, ma un colloquio tra sé e sé per capire le proprie priorità.
  • Scegliete un sito per infografiche; io ho usato http://www.easel.ly/ e ho scelto l’opzione con i diagrammi di Venn.
  • Scegliete i tre o quattro principali obiettivi dalla lista che avete scritto. Proprio come per le marche, anche nel personal branding è opportuno selezionare priorità e valori.
  • Inseriteli negli insiemi.
  • Date una grandezza all’insieme a seconda di quanto quell’obiettivo conta per voi in assoluto e in rapporto agli altri.
  • Ora dedicatevi alle eventuali sovrapposizioni tra gli insiemi/obiettivi. La vita non è a compartimenti stagni, quindi è probabile che i diversi valori si accavallino tra loro. Per voi è importante sia il successo professionale che la cura dei vostri figli? Trovate un lavoro che vi permetta di conciliare le due opzioni, sapendo che successo non significa necessariamente soldi (come ci raccontava nella sua intervista la blogger  – ex manager in carriera- Barbara Siliquini). Ritenete indispensabile una corsa mattutina prima di iniziare a lavorare: cercate un lavoro che vi consenta di iniziare dopo le nove e trenta e siate pronti alle levatacce (un creativo con il quale lavoro mi manda regolarmente testi e script alle sei di mattina prima di andare a correre)

A questo punto avete la vostra infografica per il 2015 (ricordatevi che ogni due o tre anni bisognerebbe aggiornarla, perché con il tempo è normale che cambino le priorità e gli obiettivi): il mio augurio è che il prossimo anno vi porti tutto quello che ci avete inserito e anche quello che ho messo io nella mia!

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In medio stat virtus anche nei cv

PC La parola della settimana di Aldo Grasso, su Io Donna di ieri è: misura.bilancia “E’ la misura il meglio, dice Eschilo. – ci ricorda Grasso – La parola  deriva dal latino “mensura”, participio passato del verbo “metiri”, misurare. La misura è un valore numerico pari al rapporto tra una grandezza e un’altra a essa omogenea, assunta convenzionalmente come unità (unità di misura). Le misure sono tante: c’è quella da colmare e quella da prendere; c’è la giusta misura (il limite che per ogni cosa costituisce la sua relativa perfezione) e la mezza misura. Mai dimenticare il Vangelo: “Col giudizio con cui giudicate sarete giudicati, e con la misura con la quale misurate sarete misurati.” Misura per Misura.”

Una delle domande alle quali mi capita più spesso di rispondere riguarda la misura in termini quantitativi del curriculum: quanto dev’essere lungo? deve davvero stare tutto in una pagina? La mia risposta ai giovani alla ricerca di un primo, vero lavoro dopo l’università o un master è che è spropositato occupare due pagine per elencare le molteplici esperienze come commesso, hostess, barista, raccoglitore di mele, accompagnatore di bambini a campus estivi, eccetera eccetera che avete fatto. Deve passare il concetto che siete proattivi, desiderosi di mettervi alla prova, al limite appassionati di un determinato settore (ricordo che in Illva Saronno era ovviamente stato apprezzato il cv di un ragazzo che aveva fatto il barman in varie discoteche), ma nessuno avrà voglia di leggere uno per uno i diversi tipi di occupazione nei quali vi siete dilettati dal liceo in poi. In questo purtroppo il curriculum europeo non aiuta, il mio consiglio è di forzarlo e raggruppare le diverse esperienze, o per anni o per tipo di attività.

Lo stesso criterio quantitativo si può applicare alla lettera di presentazione, che non dev’essere troppo lunga (nessuno troverà il tempo di leggerla) ma neppure troppo corta, perché significa che non è stata personalizzata inserendo una propria presentazione che fa capire che siete perfetti proprio per quel lavoro e non avete spiegato il motivo per cui quell’azienda vi interessa, o meglio ancora vi appassiona.

Più difficile è prendere la misura dal punto di vista qualitativo. Il mio consiglio, che deriva dal buon senso e dalle informazioni raccolte in questi anni di Trampolinodilancio, è di evitare gli eccessi (lo spocchioso “State cercando me” che ironicamente sostiene di aver usato Susi è consentito nel corso di un colloquio informale ma decisamente sopra le righe in una lettera di presentazione) ma anche l’eccessiva umiltà. Usate verbi attivi, che spiegano con immediatezza cosa potrete fare per chi vi assumerà ed evitate di spiegare inutilmente cosa di negativo non farete. E’ un concetto più semplice da dimostrare con un esempio. In un cv che mi è stato recentemente inviato un candidato ci tiene a precisare: “Non presento problemi a socializzare e non complico la crescita e sviluppo di un ambiente di lavoro.” Ci mancherebbe anche!, è la mia risposta istintiva,  Ma spiegami perché dovrei assumerti, non perché non dovrei evitarti come una mina vagante! Poi però mi ricordo le parole del Vangelo citate da Aldo Grasso e cerco di essere misurata anche nel mio giudizio, anche perché intuisco grande ingenuità dietro queste parole. Non tutti però saranno altrettanto evangelici nel valutarvi. Leggete e rileggete le poche frasi che sceglierete e pensate se sono le più efficaci a vendervi, sarà già la migliore dimostrazione che siete adatti ad avere un lavoro nel marketing.

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Come scrivere una lettera d’accompagnamento al CV

PC I selezionatori del personale riceveranno, insieme alla vostra, centinaia di altre candidature: come assicurarvi che la vostra lettera d’accompagnamento venga notata? Mashable ha chiesto a tre esperti di indicare quali sono i trucchi che catturano l’attenzione e quali sono le parole chiave da mettere in qualsiasi lettera d’accompagnamento che accompagni il vostro CV.

Vediamo i loro suggerimenti:

  1. focalizzatevi sulle prime frasi

Ormai la quantità di mail che un manager o un selezionatore è tale che inevitabilmente surferà velocemente le prime frasi per decidere in pochi secondi se continuare a leggere o cestinare direttamente, spiega Nicole Williams consulente di Linkedin.

Per questo le prime tre frasi devono essere dirette ed efficaci e spiegare in modo originale e impattante sia perché si fa domanda di lavoro proprio in quell’azienda sia quali sono le proprie caratteristiche vincenti.

  1. scegliete con cura gli aggettivi che vi descrivono

Per descrivervi evitate le banalità come “sono organizzato” o “sono una persona responsabile” che l’azienda dà per scontate. Cercate di essere creativi e di riformulare il concetto in modo più originale. La Williams racconta di aver recentemente assunto una persona che ha dichiarato di avere “un’enorme capacità di gestire grossi carichi di lavoro”, mentre il solito “sono un gran lavoratore” sarebbe passato inosservato.

Per descrivere l’azienda per la quale state facendo domanda o la persona che state contattando spiegate che ammirate e siete ispirati da questa marca o persona. Mentre quando descrivete voi stessi queste parole vi faranno notare: entusiasta, appassionato, integrità.

  1. sottolineate le vostre soft skills

Javid Muhammedali, vice president alla Monster, giustamente sottolinea che le parole chiave dipendono dal tipo di lavoro per il quale si fa richiesta, ma in generale una lettera d’accompagnamento dovrebbe connotare alcune capacità fondamentali che funzionano per tutti i curricula con da 0 a 4 anni di esperienza. Vi ho selezionate le skills più indicate nel settore del marketing e della comunicazione:

  • Multitasking
  • Facilità di comunicazione
  • Problem solving
  1. Riprendete le esatte parole della job description

Come raccomanda Vicki Salemi, autore di libri su questo argomento, se state facendo domanda on line in risposta a una specifica ricerca dovete assicurarvi di passare almeno la prima selezione automatica che farà il sistema.

Per questo è fondamentale riflettere nella lettera di presentazione esattamente la job description, spiegando perché si è adatti a quella posizione utilizzando le stesse parole presenti nella richiesta.

  1. usate verbi attivi

Ci sono alcuni verbi, aggiunge Salemi, che colpiscono il selezionatore, ve li lascio in inglese e provo una traduzione

  • Launched – lanciato
  • Led, Managed – condotto, gestito
  • Analyzed- analizzato
  • Achieved – raggiunto
  • Budgeted- gestito il budget
  • Forecasted- previsto
  • Ignited- dato impulso
  • Negotiated- negoziato
  • Reorganized- riorganizzato
  • Identified- identificato
  • Generated- generato

Su come NON scrivere una lettera d’accompagnamento abbiamo già scritto, speriamo che rileggendo quel post e aggiungendo  questi nuovi suggerimenti riusciate a confezionare una lettera che vi faccia trovare anche nell’enorme pagliaio dell’attuale mondo del lavoro.

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