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Riletture estive: i nostri post più visti

PC Trampolinodilancio si prende un paio di settimane di vacanza, nelle quali forse finalmente Patrizia ed io troveremo il tempo di scrivere un paio di post di cui abbiamo già appassionatamente discusso durante le riunioni di redazione (cioè le telefonate che ci accompagnano nel tragitto casa-lavoro, più o meno lunghe a seconda di variabili esogene quali il traffico, le chiamate di altre amiche, appuntamenti telefonici con clienti o colleghi et similia). Se avete già letto l’ultimo libro di Fred Vargas e state per esaurire la Lettura, l’inserto domenicale del Corriere – due fonti di grande piacere in questa estate 2015 – potreste aver voglia nel frattempo di rileggere o leggere, se ve li eravate persi, alcuni dei nostri articoli più visualizzati:

Come non iniziare una lettera di lavoro 

5 errori nello scrivere la lettera di presentazione 

Come si scrive un meeting report

Come sostenere un colloquio su skype

Profilo Linkedin: ecco cosa pensa un cacciatore di teste

Carriera e figli: si sopravvive recitando

Buona lettura e buona estate a tutti i nostri lettori!

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In medio stat virtus anche nei cv

PC La parola della settimana di Aldo Grasso, su Io Donna di ieri è: misura.bilancia “E’ la misura il meglio, dice Eschilo. – ci ricorda Grasso – La parola  deriva dal latino “mensura”, participio passato del verbo “metiri”, misurare. La misura è un valore numerico pari al rapporto tra una grandezza e un’altra a essa omogenea, assunta convenzionalmente come unità (unità di misura). Le misure sono tante: c’è quella da colmare e quella da prendere; c’è la giusta misura (il limite che per ogni cosa costituisce la sua relativa perfezione) e la mezza misura. Mai dimenticare il Vangelo: “Col giudizio con cui giudicate sarete giudicati, e con la misura con la quale misurate sarete misurati.” Misura per Misura.”

Una delle domande alle quali mi capita più spesso di rispondere riguarda la misura in termini quantitativi del curriculum: quanto dev’essere lungo? deve davvero stare tutto in una pagina? La mia risposta ai giovani alla ricerca di un primo, vero lavoro dopo l’università o un master è che è spropositato occupare due pagine per elencare le molteplici esperienze come commesso, hostess, barista, raccoglitore di mele, accompagnatore di bambini a campus estivi, eccetera eccetera che avete fatto. Deve passare il concetto che siete proattivi, desiderosi di mettervi alla prova, al limite appassionati di un determinato settore (ricordo che in Illva Saronno era ovviamente stato apprezzato il cv di un ragazzo che aveva fatto il barman in varie discoteche), ma nessuno avrà voglia di leggere uno per uno i diversi tipi di occupazione nei quali vi siete dilettati dal liceo in poi. In questo purtroppo il curriculum europeo non aiuta, il mio consiglio è di forzarlo e raggruppare le diverse esperienze, o per anni o per tipo di attività.

Lo stesso criterio quantitativo si può applicare alla lettera di presentazione, che non dev’essere troppo lunga (nessuno troverà il tempo di leggerla) ma neppure troppo corta, perché significa che non è stata personalizzata inserendo una propria presentazione che fa capire che siete perfetti proprio per quel lavoro e non avete spiegato il motivo per cui quell’azienda vi interessa, o meglio ancora vi appassiona.

Più difficile è prendere la misura dal punto di vista qualitativo. Il mio consiglio, che deriva dal buon senso e dalle informazioni raccolte in questi anni di Trampolinodilancio, è di evitare gli eccessi (lo spocchioso “State cercando me” che ironicamente sostiene di aver usato Susi è consentito nel corso di un colloquio informale ma decisamente sopra le righe in una lettera di presentazione) ma anche l’eccessiva umiltà. Usate verbi attivi, che spiegano con immediatezza cosa potrete fare per chi vi assumerà ed evitate di spiegare inutilmente cosa di negativo non farete. E’ un concetto più semplice da dimostrare con un esempio. In un cv che mi è stato recentemente inviato un candidato ci tiene a precisare: “Non presento problemi a socializzare e non complico la crescita e sviluppo di un ambiente di lavoro.” Ci mancherebbe anche!, è la mia risposta istintiva,  Ma spiegami perché dovrei assumerti, non perché non dovrei evitarti come una mina vagante! Poi però mi ricordo le parole del Vangelo citate da Aldo Grasso e cerco di essere misurata anche nel mio giudizio, anche perché intuisco grande ingenuità dietro queste parole. Non tutti però saranno altrettanto evangelici nel valutarvi. Leggete e rileggete le poche frasi che sceglierete e pensate se sono le più efficaci a vendervi, sarà già la migliore dimostrazione che siete adatti ad avere un lavoro nel marketing.

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Aiutati che Dio ti aiuta.

PC Di questi tempi cercare un lavoro può sembrare ai giovani una battaglia alla Don Chisciotte, come afferma Marco  Croci nell’articolo della Prealpina che ha scritto ieri su Trampolinodilancio, ma il fatto che la situazione sia molto difficile non deve giustificare comportamenti irrazionali e battaglie inutili, come quelli del celebre cavaliere errante.

Mai come in questo momento i giovani devono far percepire il loro talento ed emergere dalla massa, dimostrandosi propositivi, concentrati, efficaci. Non sempre è così.

Il professore al quale chiedete una tesi di laurea può essere uno dei  vostri  primi paladini: eppure, quando faccio delle semplici domande in seguito a una mail di richiesta di tesi, generalmente passano dei giorni prima che io riceva una risposta. Capisco che la posta elettronica per un giovane abituato a comunicare con facebook non sia un’abitudine quotidiana, ma l’impressione che io ne traggo è di scarso interesse.

Mi è anche successo che – alla seconda mail che ci scambiavamo – una studentessa (mai vista di persona) mi abbia scritto “grazie della dritta” in risposta a un’indicazione di testi per la bibliografia. Non sono una persona particolarmente formale, ma secondo voi mi sentirei di raccomandare a un mio cliente una stagista che magari lo apostroferà con questa disinvoltura?

Qualche giorno fa (tra l’altro dopo aver scritto il pezzo sulla lettera di presentazione) ho ricevuto una mail che negli allegati aveva:

  • Una lettera di presentazione intestata a “Gentile responsabile del personale”. Ci voleva molto a informarsi se la p. del mio indirizzo mail stava per Paolo, Pietro o Piersilvio? O a sapere che una piccola agenzia difficilmente ha un ufficio del personale?
  • Un cv che inspiegabilmente pesava 1 mb (il che può creare grossi problemi a chi ha già la casella della posta ingorgata da allegati mastonditici e magari si trova in viaggio per lavoro)
  • Una foto denominata “fotorossa”, perché il candidato indossava una camicia rossa, che non riportava quindi il nome del candidato (da archiviare nelle foto pantone?)

Un altro candidato mi ha scritto se poteva mandarmi il cv, avendolo già inviato a più di 1000 altre strutture senza successo, gli ho risposto di farlo sicuramente, perché spesso mi capitano richieste di stagisti da parte dei miei clienti. Non me lo ha mai inviato. Avrà finalmente trovato un lavoro? O forse c’è un motivo per cui in nessuna delle altre mille strutture l’hanno mai assunto?

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