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Come superare un colloquio di lavoro via Skype

PC Un nostro articolo di qualche anno fa, Come sostenere un colloquio su Skype  continua ad essere tra i più apprezzati, probabilmente anche perché è in costante crescita il numero di giovani, e meno giovani, che cerca e trova lavoro all’estero e quindi spesso sostiene per lo meno il primo colloquio in remoto. Ma non solo: l’utilizzo di Skype fa risparmiare tempo e trasferte anche in Italia, sia ai reclutatori che ai reclutati, e quindi anche nelle aziende di recruiting nostrane sta diventando sempre più frequente fare una prima selezione attraverso Skype.

Dopo aver letto il nostro post Mauro Cattaneo della Viking ci ha segnalato un’utile infografica che riassume alcuni trucchi su come su come superare un colloquio via Skype, creata nell’ambito del blog Coffee Break, dove vengono pubblicati tutti i progetti e gli articoli realizzati dai dipendenti di Viking. “Avviene a volte un po’ per gioco, a volte partendo da esigenze reali,” ci spiega Mauro, “ed essendo il team composto da persone provenienti da tutto il mondo, spesso ci ritroviamo a confrontare i vari stili di vita o le peculiarità dei rispettivi territori di nascita ed ecco perché molti degli articoli hanno un taglio internazionale.”

Per gentile segnalazione di Coffe Break di Viking Italia

Per gentile segnalazione di Coffe Break di Viking Italia

Trovo l’infografica completa e divertente e ritengo che chiunque abbia fatto, non solo un colloquio, ma qualche riunione importante lavorando da casa e in particolare usando Skype si riconoscerà nelle tante piccole o grandi difficoltà che si possono generare, e potrà imparare come prevenirle (io per esempio ricordo un’interminabile riunione con la gatta che mi fissava malinconica dal balcone dove l’avevo reclusa, perché l’orario era troppo vicino alla fatidica ora della pappa, durante la quale immancabilmente il suo aplomb un po’ british, riservato e sfuggente viene sostituito da un singolare incrocio tra una lap dancer che usa il mio pc come palo e una pescivendola che attira a gran voce i clienti alla sua bancarella.)

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COSA VI AUGURATE PER IL 2015? DISEGNATELO IN UN’INFOGRAFICA

PC I lettori di Trampolinodilancio (che stanno diventando davvero tanti, ormai siamo sempre sopra i 5000 utenti al mese, grazie!) cercano su questo blog consigli su come pianificare la loro carriera, a partire dai primi passi fino a come progettare un nuovo percorso professionale.

In un momento di riflessione com’è l’inizio di un nuovo anno penso però che dovreste inserire gli auspici per il vostro percorso professionale nell’ambito di quello che più in generale vi augurate per il 2015. Io l’ho fatto e il risultato è questa infografica che illustra quali sono le mie priorità per l’anno nuovo e cosa mi dà felicità.Buon 2015!

Cercando un tipo di infografica che mi permettesse di visualizzare i miei obiettivi e valori ho trovato questo grafico formato da insiemi, che oltre a ricordarmi gli anni scolastici si è rivelato molto utile per fare un po’ di introspezione.

È un gioco che vi aiuterà a chiarirvi le idee e ad avere un punto di riferimento su cui tornare durante l’anno quando dovrete fare delle scelte: vi offrono un lavoro all’estero che vi farà stare lontano dal vostro fidanzato? Se avete dato più peso al successo professionale rispetto alla serenità che vi dà l’amore accettatelo senza ripensamenti. Avete disegnato un enorme insieme che rappresenta il divertimento? Inutile scegliere un lavoro che vi costringe a svegliarvi molto presto ogni mattina rinunciando alle uscite serali. Probabilmente non reggereste a lungo.

Ecco alcuni suggerimenti per la creazione dell’infografica di cosa vi renderà felici nel 2015.

  • Scrivete su un foglio l’elenco di quello che vi renderebbe felice nel 2015. Cercate di essere sinceri almeno con voi stessi: non dev’essere la dichiarazione di una candidata di un’aspirante Miss Italia, ma un colloquio tra sé e sé per capire le proprie priorità.
  • Scegliete un sito per infografiche; io ho usato http://www.easel.ly/ e ho scelto l’opzione con i diagrammi di Venn.
  • Scegliete i tre o quattro principali obiettivi dalla lista che avete scritto. Proprio come per le marche, anche nel personal branding è opportuno selezionare priorità e valori.
  • Inseriteli negli insiemi.
  • Date una grandezza all’insieme a seconda di quanto quell’obiettivo conta per voi in assoluto e in rapporto agli altri.
  • Ora dedicatevi alle eventuali sovrapposizioni tra gli insiemi/obiettivi. La vita non è a compartimenti stagni, quindi è probabile che i diversi valori si accavallino tra loro. Per voi è importante sia il successo professionale che la cura dei vostri figli? Trovate un lavoro che vi permetta di conciliare le due opzioni, sapendo che successo non significa necessariamente soldi (come ci raccontava nella sua intervista la blogger  – ex manager in carriera- Barbara Siliquini). Ritenete indispensabile una corsa mattutina prima di iniziare a lavorare: cercate un lavoro che vi consenta di iniziare dopo le nove e trenta e siate pronti alle levatacce (un creativo con il quale lavoro mi manda regolarmente testi e script alle sei di mattina prima di andare a correre)

A questo punto avete la vostra infografica per il 2015 (ricordatevi che ogni due o tre anni bisognerebbe aggiornarla, perché con il tempo è normale che cambino le priorità e gli obiettivi): il mio augurio è che il prossimo anno vi porti tutto quello che ci avete inserito e anche quello che ho messo io nella mia!

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Numeri, la grafica vi fa belli

PB  La mia amica Paola (nonché mia diletta co-blogger) è di quelle che prima di guardare le figure leggono la didascalia.


Di quelle che normalmente non urlano pestando i piedi, ma dicono ” sono arrabbiata”.


Una che , anche se non aveva mai cucinato in vita sua, si è lanciata- qualche anno fa –  in un risotto fragole e champagne, tanto aveva letto la ricetta, praticamente al primo appuntamento. L’allora fidanzato Carlo ancora ne ricorda la croccantezza. Il fatto che poi l’ abbia sposata, dopo tanta prova in cucina, rimane un mistero.

Insomma una che ha fiducia nelle parole, una che semantizza, che si fida delle letteratura.
Nonostante quindi un amore dichiarato per il congiuntivo, l’altro giorno, in una delle nostre consuete telefonate del mattino, mi parlava con un entusiasmo inedito dell’ infografica.

Stava rielaborando alcune tabelle per una lezione in università (Paola insegna in Iulm quando non cucina  risotti) con la nuova tecnica che consente di visualizzare le informazioni in modo veloce, efficace, gradevole. Una evoluzione della rappresentazione grafica, in un’ ottica anche estetica e non solo funzionale. Il design riesce a rendere belli, fruibili esteticamente anche le informazioni più complesse e numerose.

Un modo di gestire l’informazione che inverte il ruolo tra illustrazione e testo.

Anche la stampa, grazie all’infinita disponibilità di dati digitali, si misura nel confronto tra inchiesta giornalistica e ricerca scientifica: il 14 novembre, al Teatro dell’arte della Triennale di Milano la fondazione del Corriere della Sera ha organizzato un convegno per parlare del Data Journalism. Inserito all’ interno del programma di Bookcity ( a Milano dal 13 al 16 novembre) interviene anche Alberto Cairo docente alla School of communication dell ‘ University of Miami, che ha scritto  proprio un libro sull’infografica e la visualizzazione dell’informazione (L’arte funzionale -Pearson).

Chi di voi legge il Corriere ( soprattutto l’inserto La Lettura alla domenica) riconoscerà le bellissime tavole visive che dal 2011 vengono pubblicate a piena pagina sul quotidiano milanese, sofisticato esempio di infografica, che ora sono in mostra a Le mappe del sapere , sempre in Triennale, fino al 14 dicembre.

Un paio di giorni fa Ferruccio de Bortoli ha ritwittato da un blog americano l’immagine infografica degli Stati Uniti  colorati di marrone o azzurro a seconda della prevalenza di negozi di armi rispetto a musei.

Anche per chi ama le parole l’infografica ha fatto BOOM!

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