I consigli di un esperto di placement. Intervista a Maurizio Mesenzani.

PC Mi capita spesso che qualche studente mi chieda un parere personale su come orientarsi dopo la laurea, sapendo che il mio impegno in università è collaterale rispetto al mio lavoro principale come consulente di aziende e agenzie, è che questo mi porta quindi a conoscere dall’interno quegli stessi ambienti dove vorrebbero intraprendere una carriera.

Un mix analogo rende particolarmente interessanti i consigli che ci dà Maurizio Mesenzani, che oggi intervistiamo in veste di collaboratore esterno dell’ufficio placement dell’Università Bicocca, dov’è anche docente di master del dipartimento DISCO (informatica e comunicazione) e dove ha insegnato per tanti anni come docente a contratto nel dipartimento di Sociologia (Laurea Magistrale in Sociologia del Lavoro e dell’Organizzazione). Maurizio infatti conosce molto bene il mondo dell’impresa, perché da anni offre soluzioni manageriali e di CRM a grandi aziende come Fiat FGA Group, Vodafone, H3G, RCS.

Maurizio attualmente offre la sua competenza all’Università Bicocca come collaboratore su alcune iniziative specifiche, quali la preparazione degli studenti ed ex studenti al career day e altri seminari di placement. Gli chiediamo quindi di condividere con i nostri lettori alcuni preziosi consigli.

Trampolinodilancio: Come devono scegliere i giovani laureati a quali aziende indirizzarsi?

Maurizio Mesenzani: bisogna partire dalle proprie passioni. La scelta del tipo di azienda, settore, dimensione, collocazione geografica, stile, ecc ecc deve basarsi sulle proprie passioni, sul tipo di emozione e coinvolgimento che si prova ad immaginarsi dentro quel contesto. Bisogna conoscere tante realtà, leggere, documentarsi, guardare, domandare. La curiosità e la voglia di mettersi in gioco e di “sperimentare” sono lo strumento migliore per scegliere le aziende.

Maurizio Mesenzani, Founder e Sales Director Chorally, consulente placement dell'Università Bicocca

Maurizio Mesenzani, Founder e Sales Director Chorally, consulente placement dell’Università Bicocca

Dove cercare le opportunità di lavoro? Che ruolo hanno i social media?

A parte le agenzie per il lavoro, gli strumenti pubblici di supporto al collocamento e gli uffici placement delle università, il social network più adatto alla ricerca di lavoro è Linkedin. Ciò è vero per molte professioni. Altro canale di contatto sono gli “eventi” (generalisti o di settore) che permettono di approfondire tematiche specifiche e di creare relazioni.

Ha quale consiglio utile da dare a chi deve affrontare un colloquio?

Passione e motivazione. Un colloquio non è un ostacolo da aggirare, è un momento fondamentale per farsi scegliere e per scegliere. La scelta è reciproca! Chi affronta un colloquio deve avere le idee chiare su di sé e su chi ha di fronte; i colloqui si preparano studiando, leggendo i giornali, leggendo il web. Bisogna sapere tutto dell’azienda da cui si va a colloquio. Non si mente, non si improvvisa e non bisogna fare “i fenomeni”: al colloquio bisogna essere se stessi, con i pregi e i difetti che si hanno. La domanda da farsi non è sul tipo di “posto” che l’azienda offrirà, ma piuttosto sul “valore” che si genererà da questa relazione professionale: che valore porto io all’azienda oggi e domani? che valore dà a me l’azienda oggi e domani?

Cv e lettera motivazionale: ha qualche aneddoto o accortezza da segnalare?

Si trova in rete ogni forma di consiglio, difficile dire qualcosa di originale. Come accortezza, eviterei frasi fatte, quelle banalità stereotipate che non hanno alcun senso e che non sono facilmente riconducibili alla vita reale, tipo: “persona solare, orientata a lavorare in gruppo…”, “persona affidabile concreta orientata al risultato”…frasi con questi toni, senza esempi concreti, fanno solo rumore e spesso danno fastidio a chi legge

Quanto è importante la rete di contatti?

Il network è fondamentale: i compagni di corso sono un gruppo professionale importantissimo nel percorso di crescita, così come i docenti, i colleghi negli uffici dei primi stage, i membri della stessa community professionale. Ecco perché è fondamentale leggere e andare a eventi, convegni, conferenze… Il network serve per aggiornarsi, per attivare relazioni, per identificare opportunità, per acquisire linguaggi specifici. 

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