A proposito di Mantova e del darwinismo letterario

PB  A settembre io e le mie amiche andiamo a Mantova al Festival della Letteratura.

Il gruppo di amiche ha un nucleo piuttosto indiscutibile ma di eterogenea origine (le amiche d’infanzia come Paola o la Pizzo, quelle dell’università come la Patri C. o la Lidia, le sorelline Silvia e Cote) e un piccolo gruppo un po’ più variabile ma pronto ad essere amalgamato (la Susi che sembra una veterana dopo una sola edizione, la Simo che abbiamo trascinato una volta sola perché Mantova coincide con la fashion week di New York, qualche cognata, qualche collega).

L’appuntamento a Mantova non è un desiderio o un bel programma: è un imperativo categorico.

Si bigia solo in fragranza di grave contrattempo (parto in corso, viaggio di lavoro overseas, frattura degli arti) altrimenti si va anche ammaccate, licenziate, incinte, divorziande, appena fidanzate.

A Mantova si sta bene perché ci siamo noi è perché c’è la letteratura, passione di tutte noi.

I tortelli di zucca o il riso alla Pilota sono eccipienti non del tutto trascurabili.

Quest’anno abbiamo visto diverse cose notevoli (in particolare il seducente Massini e la sua storia della Lehman brothers che vedremo presto al Piccolo Teatro di Milano e su cui torneremo certamente) altre così così .

Particolarmente interessante per l’approccio alla letteratura in chiave antropologica, e stato il tema dell’incontro con  Johnatan Gottshall, uno dei maggiori esponenti del darwinismo letterario.

Le neuroscienze stanno aprendo uno sguardo nuovo alla critica letteraria, una prospettiva non alternativa ma complementare rispetto all’indagine tradizionale, filologica, storica, biografica, psicologica.
Johnatan Gottshall , arrivato in Italia per la prima volta proprio durante l’edizione 2014 di Festivalletteratura, sostiene nel suo libro L’ istinto di narrare che la propensione dell’uomo alla narrazione discende da ragioni evolutive.

La finzione sarebbe la più antica e potente tecnologia di realtà virtuale che simula i grandi dilemmi della vita umana.

Il racconto, il romanzo, la letteratura sono popolari da sempre, in tutte le civiltà. Perché sono il tutorial della vita, il simulatore di esperienza più antico di sempre. La sola arte che è rimasta popolare, esente dalle astrazioni che hanno coinvolto la musica o l’arte figurativa del novecento.

Si legge dell’amore prima di conoscere l’amore, di guerra prima di combattere, di morte prima di vivere la mancanza, di caccia prima di avere ucciso la prima preda, di lavoro prima di avere timbrato il primo cartellino, di vittorie prima di aver mai gareggiato, di luoghi lontani e sconosciuti quando ancora si viaggia con il desiderio. Forse è per questo che da ragazzi si divorano tanti racconti, romanzi, film.

Forse per questo chi ha più fame di vita è così appassionato di libri. Forse è per questo che i grandi lettori spesso vivono poi vite piene o per lo meno si destreggiano nella vita con curiosità e coraggio: hanno avuto lezioni specialissime per affrontare il futuro, hanno vissuto, in vitro, tante situazioni prima di viverle direttamente, hanno accumulato competenze sociali vivendo vite parallele.

La prospettiva è interessante. Non toglie nulla al piacere della lettura, ma dà una spiegazione antropologica a quella speciale nostalgia di racconto che pare essere in noi fin dalla più tenera età.

D’ora in poi di fronte allo scaffale di una libreria penserò di essere di fronte alla multiple choice della vita. Se non andrà bene cliccherò play again. E aprirò un altro libro. Un’altra vita.

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3 thoughts on “A proposito di Mantova e del darwinismo letterario

  1. Lombardi, Marco ha detto:

    Belle osservazioni sul racconto, il romanzo… Un tutorial o comunque una virtuale=realtà, … Quindi un bisogno. La fiaba appunto. I serial tv ecc. Lo story tellinf è questo . Camilleri che si definisce cantastorie. Da inglobare nell intro della serialitá m

    Marco Lombardi Y&R Italia, presidente

    (Messaggio scritto dal cellulare: scusate gli errori e lo stile).

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  2. Giulia Spada ha detto:

    Mi ero sempre chiesta come facessi ad “azzannare” certe situazioni della miai vita, sconvolgenti per molti altri, con una certa qual facilità… Allora essere una serial reader serve !

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