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Come trovare un lavoro trovando lavoro agli altri

PC Nel saggio che sto (un po’ faticosamente) leggendo – The Moral Molecule di Paul J. Zac – l’autore sostiene, in estrema sintesi, che quando trattiamo bene il prossimo, o trasmettiamo serenità, o ci fidiamo degli altri il nostro cervello produce una molecola chiamata ossiticina che si traduce in una sensazione di benessere e felicità.animal-altruism02

Essere altruisti sarebbe quindi, in realtà, un comportamento estremamente egoista.

Gli psicologi sostengono che un atteggiamento altruistico (altruismo deriva da latino alter: altro) nasce da una motivazione profonda ad aiutare gli altri, senza la pretesa di possibili ricompense (la ricompensa nascerebbe, secondo Zac, dal senso di appagamento e felicità attivato dall’ossiticina).

Un risvolto positivo è che, nella mia esperienza, ho scoperto che nella ricerca del lavoro l’altruismo porta sempre un grosso vantaggio: se aiutate gli altri a trovare un lavoro prima o poi saranno loro che vi aiuteranno a trovarne uno.

Mi è infatti spesso capitato di trovare un lavoro a dei giovani laureati o di segnalare per un nuovo impiego o progetto persone già occupate. Nel lungo termine questo impegno come sensale, che ho sempre svolto per creare soddisfazione non solo in chi cercava lavoro ma anche in chi lo offriva, mi ha portato non solo gratitudine e fiducia da entrambe le parti ma anche ingaggi e progetti.

Ecco quindi alcuni consigli pratici per giovani talenti o affermati professionisti che spero vi possano essere utili per rafforzare sempre di più la rete nella quale operate e sfruttare l’opportunità di essere altruisti:

  • se siete un nerd smanettone e vi propongono uno stage in un’azienda specializzata in sport estremi (e la prospettiva vi alletta quanto il bungee jumping) oltre a declinare proponete per quel posto l’amico super fit, che vive con lo zaino in spalla;
  • se siete un consulente e un cliente vi chiede di svolgere un compito al di fuori della vostra portata o esperienza, piuttosto che fingervi tuttologi, conquistatevi la sua fiducia proponendo una persona del vostro network che è più specializzata in quell’ambito;
  • se siete appassionate di lettere antiche che vestono solo di grigio e verdone, o dentro di voi alberga ben nascosta un’amante della moda con la vocazione al marketing che non aspetta altro che uscire dal bozzolo (Patrizia ti ricorda qualcuno?) oppure per quel posto da Zara vi conviene suggerire una persona più adatta a cogliere e sfruttare le ultime tendenze del fast fashion;

e inoltre:

  • segnalate anche ai vostri amici i cacciatori di teste con i quali siete in contatto, diventerete una fonte attendibile di professionalità per i reclutatori e sarete quindi i primi con i quali condivideranno le loro necessità (e a volte sarete proprio voi la persona più adatta per quel lavoro);
  • siate aperti e curiosi, cercate di capire cosa fanno e cosa potrebbero fare i vostri amici, collaboratori, conoscenti: da questo bagaglio di conoscenze potrà nascere l’idea di proporli per un nuovo lavoro e la possibilità di rendere felice chi cercava proprio quel tipo di professionalità;
  • condividete le vostre esperienze, anche negative; potranno aiutare gli altri a evitare di ripercorrete i vostri stessi errori. A volte è meglio essere sinceri e mostrare le proprie debolezze, se volete che gli altri pensino che potreste aver bisogno di un aiuto;
  • aiutate un’altra persona a trovare un lavoro, a migliorare le sue attuali condizioni, ad avere migliori relazioni sul posto di lavoro: oltre a crearvi un amico vi farà sentire meglio l’aver fatto qualcosa di utile;
  • non dimenticatevi i vecchi amici, che fanno parte di circoli che possono essere molto diversi da quelli che ora frequentate. Attraverso i social network adesso è facile mantenere queste relazioni. Restare in contatto con persone con background e interessi diversi non solo vi aiuterà a pensare in modo più creativo ma amplierà il numero di persone e professionalità che potrete suggerire per un nuovo lavoro.

A questo link la conferenza TED in cui Paul Zac spiega cosa ci spinge ad avere fiducia negli altri e comportarci in modo moralmente utile (rispetto al libro – che trovate su Amazon – grazie al video si apprezza il fatto che Paul è un uomo affascinante, anche se ha la pessima abitudine di girare con una siringa con la quale cerca, per confermare la sua teoria, di fare un prelievo a chi sta vivendo un momento di felicità).

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Se vuoi diventare un leader punta sui valori femminili

PC Mi segnala Marco Lombardi una conferenza Ted molto interessante di John Gerzema sull’Athena doctrine: riassume Marco “la femminilità intesa come atteggiamento comprensivo e “materno” sembra essere la prima medicina per vivere in questa nuova fase socioeconomica. E infatti Atena, figlia di Zeus, privilegiava la sapienza, la sensibilità, la comprensione alla violenza e alla crudeltà competitiva.”Immagine1
Le persone più innovative sono infatti più flessibili, più “nurturing”, più collaborative. La ricerca di Jonh Gerzema dimostra tra l’altro (vedi il grafico qui sopra)  che i valori associati alla femminilità sono anche quelli più vicini alla leadership. Uno spunto su cui dovrebbero riflettere gli attuali leader, ma anche chi si sta preparando a diventarlo.
Trovate la conferenza completa a questo link http://www.youtube.com/watch?v=YxgTsyL4y0E

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Gli spunti di ispirazione di un mitico copy writer anglosassone

PC Marco Lombardi mi ha segnalato, su un bollettino della IPA UK, una sezione dedicata a Dave Trott, mitico copy writer, nel quale il creativo indica programmi, siti e blog dai quali trae ispirazione. Alcuni spunti sono interessanti ma relativamente prevedibili – come il fatto che Trott segua le conferenze di TED (http://www.ted.com/)e legga il New Yorker. Più sorprendente il fatto che legga tutte le mattine i titoli del Sun, che sono tuttavia degli impattanti esempi di sintesi (come il titolo di un articolo relativo al leader di una rock band diventato donna: “Never mind the bollocks”) dai quali un copy writer può imparare molto.

Non perdetevi la storia della prima guerra mondiale raccontata come una rissa in un bar e quella della seconda guerra mondiale raccontata come uno scambio su facebook, splendidi esempi di storytelling.

 http://www.ipa.co.uk/page/dave-trottcst-the-gate-on-top-fodder-for-pub-type-conversations

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