IL MONDO IN UNA VALIGIA – COME ESSERE PERFETTE ANCHE VOLANDO LOW COST

PB Durante certe primavere accade di tutto. Che tua mamma ti lasci, che una tua cara amica si ammali, che tu debba lavorare molto molto, che la tua famiglia abbia bisogno di te. E che si trascuri il blog!

Recupero al volo, non con consigli sulla gestione del dolore (per questo sono ancora absolute beginner) ma su come comporre un bagaglio perfetto pur avendo poco spazio. Ho fatto e disfatto così tante valigie negli ultimi due mesi che vi dedico un distillato per sopravvivere con classe al formato cabin baggage.

Qui si parla di viaggi di lavoro in cui si deve sembrare eleganti come Jacky Kennedy per una riunione di lavoro, agili come un maratoneta per spostarsi in metropolitana, frizzanti come BB per una cena, avere un pigiama se si condivide una stanza con una collega e viaggiare Easy Jet, per cui tutto deve stare nel bagaglio a mano, borsetta compresa.

COSA SI INDOSSA PER IL VIAGGIO

Si parte con le scarpe più comode (è la parte del viaggio quella più faticosa) e voluminose (se sprechiamo mezza valigia per le scarpe da tennis siamo già perdute) ma che dovranno essere adatte anche al nostro periodo di trasferta. Le scarpe sono da tennis solo se si va a Wimbledon, altrimenti scegliete un sandalo abbastanza comodo per viaggiare e macinare qualche kilometro tra una stazione e una show room ma sufficientemente grazioso per poter incontrare un cliente. Stivali solo se andate a fare la caccia grossa in Tanzania (il loro volume e i problemi in aeroporto li escludono dalla vita raminga).

Si indossa un reggiseno senza ferretto se si deve dormire in aereo.

Si indossa una sciarpa leggera, poco voluminosa, ma calda. La pashmina di cachemere bianca o nera (colori e fantasia solo per capi meno costosi) dovrebbe essere un must in ogni guardaroba: vi salverà la vita moltissime volte e non rimpiangerete la spesa.

Attenzione agli accessori in metallo per i controlli al metal detector che ormai suonano anche con il piercing: evitate le cinture oppure mettetele in tessuto (io ho un cordoncino bellissimo fatto per chiudere il Kimono che uso come cintura per i viaggi).

Evitate gli stivali, che per questioni di sicurezza vanno levati al controllo, oppure prevedete di indossare calzini presentabili: mi è capitato di vedere ragazze vestire come amazzoni in cuissard , mostrare con imbarazzo calzini di spugna macilenti e grigi lavatrice 90° che non era previsto facessero mai capolino in pubblico.

COSA SI METTE IN VALIGIA

Tutti i vestiti (quelli che indossate e quelli che mettete in valigia) dovranno avere colori che stanno bene insieme (la settimana scorsa a Wimbledon solo bianco con tocchi di rosa, per essere coerenti con le fragole con la panna del torneo londinese, oggi – scrivo dal metro di Parigi – nero, nero e nero ma con sciarpa e camicia bianche).

La sciarpa bianca per non ammalarsi in aereo diventerà la mia stola questa sera.

Un abito in jersey è l’ideale per la sera. Non occupa spazio, non si sciupa, basta un accessorio per renderlo prezioso. Per darvi una idea: avete in mente quegli abiti di maglina di Missoni? Con quelle lavorazioni geometriche in tricot? Se siete danarose compratene uno vero dalla ultima collezione, altrimenti cercatene uno vintage oppure cercatene uno simile. Io ne ho uno di Armani che ha visto più mondo del mio spazzolino da denti.

E la borsa? Quella che usate tutti i giorni (che ha dentro sostanzialmente la nostra vita) non entrerà mai nel trolley.

Per me l’ideale è un piccolo portadocumenti con bretella staccabile che con un po’ di creatività, può fungere da borsa a mano per la sera. È l’unico pezzo che batte l’abitino di Jersey in numero viaggi.

In valigia tengo piegata una borsa in tessuto (la mia è in nylon, ma quella di cotone della Feltrinelli va benissimo) che non occupa spazio ma consente di avere un contenitore per libri, sciarpa, ombrello una volta lasciata la valigia in albergo.

Il pigiama sarà una t-shirt di cotone (che in caso di emergenza può essere una t-shirt di ricambio) con un calzoncino di jersey.

La lingerie sarà la migliore del vostro cassetto. Come ci ha insegnato la mamma (in caso di malattia subitaneo/ricovero ospedaliero) o i troppi film romantici (in caso di colpo di fulmine con artista di strada).

Anche se è difficile quando si ha così poco spazio, cercare di non partire con la valigia che scoppia: lasciate sempre un piccolo spazio per infilare qualche acquisto che vi capiterà di fare anche se prevedete 48 ore senza un attimo per lo shopping: in questo viaggio parigino (aspettando a Malpensa una partenza super ritardata) ho comprato un bel quaderno giallo che non era previsto ma che ho sistemato tra il mio abitino di Jersey e le mie scarpe con il tacco.

Che ho portato ma non ho usato.

Come quasi sempre.

Nessuno è perfetto

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