Ricettivi come spugne

Houdini.jpg

Houdini.jpg (Photo credit: Amazing Brian)

PB Qualche lustro fa ho lavorato per una multinazionale francese, produttrice di lingerie da donna.

Ero appena stata assunta come Product Manager. Venivo dagli orologi, portavo una seconda scarsa e non sapevo niente di reggiseni.

Durante lo Stage d’integration (dieci giorni di colloqui con i PM degli altri mercati europei e con le funzioni della casa madre di Parigi per far conoscere i meccanismi della compagnia ai nuovi assunti)  ho visitato lo stabilimento produttivo di Epernay. Una fabbrica piena di sartine in mezzo alle vigne della campagna francese. Zona di reggiseni e champagne.

Negli anni che ho poi passato in azienda, mi sono occupata di cataloghi, display, comunicazione, acquisto spazi pubblicitari, lanci di prodotto, riunioni agenti. Ma non ho mai dimenticato quella giornata in fabbrica che ho capitalizzato in modo straordinario e durante la quale ho imparato alcuni trucchi che mi hanno dato un potere quasi magico nella mia carriera di PM e poi di Marketing Manager in Chantelle.

Tra macchine per cucire, pizzi, elastici, macchinari per valutare l’omogeneità dei colori, la tensione dei tessuti, la purezza delle pezze, mi sono imbattuta nelle etichette.

Oltre alla composizione tessile e alle condizioni di lavaggio, insomma a quello che riconosciamo normalmente in una care label, c’erano alcuni numeri all’apparenza insignificanti: in realtà rappresentavano il mese, l’anno e il sito di confezione. Facevo il giro con l’ingegnere che dirigeva lo stabilimento, poco sensibile allo stile e più attento ai processi produttivi, alla disposizione delle macchine da cucire che riducevano i cicli di realizzazione dei capi da un mese a una settimana per essere più reattivi alle variabili del mercato.

Io, laureata in lettere e amante della moda, sono rimasta affascinata dalla visione architettonica di una collezione in cui non si vedeva il prodotto, ma solo lo scheletro di una organizzazione per riuscire a produrlo.

Per tutti gli anni seguenti, ogniqualvolta visitavo i punti vendita e mi trovavo a dovere affrontare qualche criticità con i clienti (ritardo consegne, bagno colore diverso per slip e reggiseno, difficoltà nel sell out di un particolare capo) davo risposte taumaturgiche: “certo, il colore presenta una impercettibile differenza perché lo slip è prodotto in Polonia e il reggiseno in Francia”, oppure “escludo che lei abbia questo capo in casa da  oltre un anno, dato che è stato prodotto in Tunisia solo sette mesi fa…”

La parte della veggente ha sempre avuto un effetto piuttosto interessante sul cliente (affascinato da tanta scienza), sugli agenti (che portavano in giro l’oracolo) e sul mio umore (che mi faceva sentire come il mago Houdini dopo una delle sue magie a platea estasiata).

Ancora oggi mi ricordo del mio ingegnere francese e sempre mi comporto come una spugna quando incontro qualcuno diverso da me e che ne sa più di me.

Contrassegnato da tag , , , ,

5 thoughts on “Ricettivi come spugne

  1. isabella ha detto:

    e..brava Bolzo! anche scuola di vita per insegnare la curiosità
    il tuo ex capo in Chantelle

    Mi piace

    • trampolinodilancio ha detto:

      Cara Isabella, ho omesso naturalmente tutti i meno nobili risvolti dell’avere un puntello a Epernay.
      Pare che il mio ex capo (ops) mi abbia insegnato proprio allora il godimento di pasteggiare a champagne!
      Il riferimento subliminale alla spugna pare avere così implicazioni meno intellettuali

      Mi piace

  2. Susi ha detto:

    ammirata! … come sempre

    Mi piace

  3. vittoria ha detto:

    mi associo!…..amica di Susi

    Mi piace

  4. Giulia Spada ha detto:

    Cara Bolz, anche se abbiamo lavorato spesso nella stessa azienda, in realtà abbiamo lavorato poco insieme in qualità di capo e collaboratrice. Però ho sempre cercato di memorizzare le tue magie – magie da esperta di marketing – ed ho cercato di far ben apparire le mie magie – magie da esperta di tuttologia, per giunta curiosa come una scimmia – quelle poche volte che ti ho trovato con il viso a punto interrogativo.
    Per quanto mi riguarda, mi sembra che lo scambio delle nostre rispettive magie abbia sempre funzionato benissimo, altro che Houdini !

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: