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Lavoro: specialisti o generalisti? Nello scenario liquido differenziamo il rischio

PB Non so se avete notato che molte cose che erano opportune 5 settimane fa sono diventate disdicevoli.Kipling If (Doubleday 1910).jpg

Prendere i mezzi pubblici e usare il car sharing, da atto di moderna eco sostenibilità è diventata un’azione suicida.

Sorridere e stringersi la mano, roba da untori (oggi sorridono solo i sociopatici senza mascherina)

Viaggiare, incontrarsi, accalcarsi a un concerto erano ben meglio delle succedanee dirette su Instagram o degli aperitivi via zoom.

L’Atalanta da fenomeno esaltante è diventata la causa dei contagi nel bergamasco.

Gli autisti dei tir si sono trasformati da killer dell’asfalto a staffette per la salvezza alimentare.

Se fai jogging al mattino presto sei un irresponsabile: stare tappato in casa è più salubre di una bella passeggiata.

Medici e infermieri sono più popolari di calciatori e cantanti. Il virologo ha soppiantato la criminologa.

Al di là delle considerazioni sulla volatilità di gloria e sconfitta (qui i poeti ci vengono in aiuto: If you can meet with Triumph and Disaster
And treat those two impostors just the same
scriveva Kipling ) ,come possiamo programmare la nostra carriera, in uno scenario che può essere molto variabile e spesso imprevedibile?

Cosa devo studiare? Su cosa devo specializzarmi? Se gioco tutte le mie carte sulla comunicazione e gli editori della carta stampata sono in crisi? Se punto tutto sulle olimpiadi di Tokio e poi le rimandano? Se sistemo un agriturismo e poi dicono a tutti di restare a casa?

Nessun piano ha la garanzia di non essere cambiato (Certo Bill Gates aveva registrato un TED nel 2015 che oggi fa impressione, come Laocoonte aveva detto di non far entrare il cavallo a Troia, ma appunto, ciò dimostra che da sempre l’inatteso può cambiare i nostri piani, al netto dei profeti), ma allora che fare della nostra vita lavorativa? Come costruire la nostra carriera? Come avere un po’ di serenità guardando al futuro e non perdersi nell’angoscia della incertezza?

La mia esperienza di recrutata e recrutatrice (brutto neologismo. Insomma di una che è stata selezionata qualche volta dalle aziende e che ha selezionato parecchi collaboratori per le aziende medesime) mi suggerisce che una specializzazione in cui essere particolarmente bravi è vincente (una brava sarta, una modellista finita, un PR dall’agenda con i fiocchi, un analista che annusa dalle pieghe dei numeri il trend dei consumi, un cuoco colto e dai sensi raffinati sono risorse preziose per chi assume).

Quindi se iniziate un percorso (possibilmente nel campo in cui avete talento e che non sia troppo inflazionato) approfondite, diventate i più bravi dell’ufficio, dell’azienda, della regione, del mondo. Il miglior merchandiser, il più bravo a fare i casting, la migliore a piazzare i consumi, a ricamare le cifre, a scrivere un comunicato stampa, a raccontare una collezione, a vendere ai russi.

Ma se chiudono le produzioni, chiudono i negozi, chiudono le frontiere, chiudono le sartorie e lo scenario cambia repentinamente e quello in cui siamo diventati bravissimi pare, pro tempore per lo meno, inutile? La mono specializzazione sembra diventare un limite.

Dunque, che fare? Non essere pigri di alimentare, anche a basso voltaggio, una seconda passione o attività, che in caso di pandemia/meteoriti/terremoti/fallimenti, potrà diventare temporaneamente l’attività principale, e poi, chissà, una risorsa per il futuro.

Suonate uno strumento? La band degli amici non va abbandonata neanche all’apice della carriera.

Adorate scrivere? Un post ogni due mesi per il blog fondato con la vostra amica del cuore, è un imperativo categorico anche durante il lancio delle collezioni

Vi piace cucinare? Non stancatevi di farlo per i vostri amici e per voi stessi in serate speciali in cui sperimentare e annotare ricette inedite, curiosando le vostre tradizioni e l’opera dei grandi cuochi.

Avete il pollice verde? Trasformate il terrazzo in giardino babilonese e intrattenete una relazione avvincente con il vivaista

Amate il francese? Rileggete Camus in lingua originale e frequentate il Centre Culturel Francais.

Non sto parlando di chi si è scocciato del traffico e fa lo skipper nelle Antille francesi o sogna un chiringuito in riva al mare. Per la fuga dalla civiltà siamo sempre in tempo.

Parlo della curiosità che ti consente di avere attenzione speciale anche per gli impegni minori.

Oggi ho un’amica, Silvie, che ha riesumato una abilitazione all’insegnamento della danza che giaceva in fondo a un cassetto da millenni, la campionessa di pallanuoto Giulia Viacava ha rispolverato la sua laurea in scienze infermieristiche e gode di maggior popolarità oggi in corsia che l’anno scorso in piscina. Un mio vicino di casa con il pollice verde sistema il giardino condominiale, il prof del Conservatorio appassionato di tecnologia ha messo in grado tutti i colleghi analogici di fare lezione on line agli allievi connessi da casa, Lorenza, manager della moda ha aperto un salone favoloso di toilette per cani a Stresa, un direttore generale introverso e intelligente fa il trader dalla taverna, il mio prof dell’università fa il regista teatrale e l’attore in TV.

Tutti avevano una passione (l’opera, la danza, la fotografia, gli animali, la cucina, le statistiche) che hanno coltivato e perfezionato nel corso degli anni, a volte certo trascurato, ma tenuto in vita nonostante tutto. Magari sarebbe rimasta lì come un nutrimento dell’anima, come una sfaccettatura della personalità. Ma a volte i terremoti – oltre ai molti danni –  fanno emergere le vene d’oro.

Quindi proprio come chi faccia investimenti in borsa, mentre puntate molto su una lucrativa operazione, non metteteci il 100% delle vostre risorse ma conservate una piccola scorta di energia e differenziate il rischio su titoli diversi. Nel caso l’operazione A non andasse come ci siamo immaginati, avremo sottomano il piano B, che non si improvvisa e non si pianifica: ce lo troviamo tra le mani grazie alla curiosità, alla passione, al tempo e alla costanza che gli avremo dedicato.

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La carriera: da trattare come un’opera preziosa

PB Un paio di settimane fa a Londra ho visitato per la prima volta il Museum of Risultati immagini per saliera del celliniLondon.

A parte consigliarvi di metterlo in agenda per il vostro prossimo viaggio in Inghilterra (è bellissimo e racconta la città in modo coinvolgente e poetico) mi ha colpito l’assenza di una tela Finally at home di cui c’era solo la copia perché l’originale è volato in prestito alla National Gallery di Shangai per una mostra temporanea sui viaggi ai tempi delle colonie.

Pensare a questo quadro, pieno di figure che si abbracciano felici di ritornare a casa (sono soldati di ritorno dall’India che rivedono le loro giovani spose, i loro bambini, i vecchi genitori) che attraversa l’oceano per essere ammirato in Cina, mi ha fatto riflettere sul concetto di valore delle opere, sulla loro durata nel tempo, sulla loro ciclica riscoperta.

Come garantire, tra le alterne fortune, un duraturo successo alla nostra carriera?

Dobbiamo trattare la nostra storia professionale come una tela preziosa, che abbia un disegno sensato e emozionante, a cui possiamo cambiare cornice o collocazione, a cui possono succedere incidenti ma che noi dovremo sempre restaurare e manutenere con cura.

Se i danni non dipendono da noi (le aziende non sempre sono amorevoli, oneste, accudenti, grate) si potranno restaurare (come le macchie di umidità o le ferite dei teppisti).

Ma se le figure sono brutte, i tratti superficiali, le proporzioni sgraziate, non ci sarà sala o luce sapiente che riuscirà a far sembrare una crosta un capolavoro. Per lo meno non molto oltre i 15 minuti di notorietà previsti da Andy Warhol.

Ma come si fa a immaginare un disegno armonico in periodi liquidi in cui la frase Piano di Carriera sembra arrivare da Marte?

  1. Non trattate con superficialità e disamore nessuno dei lavori che vi capiterà di fare. La saliera del Cellini è la sua opera più famosa: ed era solo una saliera!
  2. Cercate di dare un senso alle vostre ricerche per poter crescere in verticale nello stesso settore (moda, solo moda dalla vestiarista alla direzione artistica) o ampliando una competenza sempre di più in settori diversi (vendere, vendere, vendere, bulloni, navi o gas ma affinare una tecnica fino alla perfezione).
  3. Riparate, per quanto nelle vostre possibilità, gli errori, inevitabili, e lasciate un buon ricordo di voi.
  4. Non scoraggiatevi nei momenti di scarso riconoscimento: gli anni ’80 sono tornati di moda e presto toccherà ai ’90: non si può essere sempre sotto i riflettori e di solito un buon quadro c’è sempre il momento di recuperarlo
  5. Studiate, copiate, siate curiosi e diventate un piccolo esperto, un punto di riferimento per i colleghi anche solo in un piccolo ambito: il migliore a variantare le cravatte, il migliore a fare una presentazione in inglese, il migliore a far quadrare un budget, il migliore a fare un Power Point, il migliore a scrivere un comunicato stampa.
  6. Non siate permalosi e alzate le antenne, a volte fate buon viso a cattivo gioco ma ascoltate quel che succede intorno a voi senza arroccarvi in posizioni che vi metteranno in un vicolo cieco. A volte cambiare idea è un’ottima idea: facendo le radiografie alle opere d’arte si scoprono spesso i ripensamenti degli artisti
  7. Siate generosi. Del vostro sapere, del vostro tempo, del vostro sorriso
  8. Siate seri, sinceri, affidabili
  9. Non siate invidiosi.

Ogni attività si può fare dignitosamente. Quelle che ci piacciono e per cui abbiamo talento, anche magnificamente.

Tanto lavoro ben fatto, studiato, accudito farà di una fila di progetti una buona carriera

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