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L’INGREDIENTE SEGRETO? LA PASSIONE

PB Ieri sera con Paola siamo andate al Teatro Franco Parenti per vedere “Peperoni difficili” (spettacolo bellissimo: andate a vederlo).

L’idea era: aperitivo e poi spettacolo. Ma nel foyer (oltre al prosecco) c’era Ornella Vanoni (che concludeva un incontro organizzato dal Corriere della Sera “Donne di Passione”) che  cantava “Rossetto e cioccolato

Conoscete questa bellissima canzone? ve la dedichiamo questa mattina: nella vita ci vuole passione, molta pazienza e un altro po’ di ingredienti che mi paiono perfetti perché la vita sia bella, bellissima, travolgente.

 http://www.youtube.com/watch?v=vndUZhtRlmY

 Buona giornata cari lettori di trampolino!

Ci vuole passione
molta pazienza
sciroppo di lampone
e un filo di incoscienza
ci vuole farina
del proprio sacco
sensualità latina
e un minimo distacco
si fa così
rossetto e cioccolato
che non mangiarli sarebbe un peccato
si fa così
si cuoce a fuoco lento
mescolando con sentimento
le calze nere
il latte bianco
e già si può vedere
che piano sta montando
é quasi fatta
zucchero a velo
la gola soddisfatta
e nella stanza il cielo
si fa così
per cominciare il gioco
e ci si mastica poco a poco
si fa così
è tutto apparecchiato
per il cuore e per il palato
sarà bello bellissimo travolgente
lasciarsi vivere totalmente
dolce dolcissimo e sconveniente
coi bei peccati succede sempre
ci vuole fortuna perché funzioni
i brividi alla schiena
e gli ingredienti buoni
è quasi fatta
zucchero a velo
la gola soddisfatta
e nella stanza il cielo
si fa così
per cominciare il gioco
e ci si mastica poco a poco
si fa così
è tutto apparecchiato
per il cuore e per il palato
sarà bello bellissimo travolgente
lasciarsi vivere totalmente
dolce dolcissimo e sconveniente
coi bei peccati succede sempre

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Il bello delle chiacchiere

PB Chiacchiere (non quelle di Carnevale a minacciare la nostra dieta per tutta la settimana) ma quelle che si fanno attorno a un tavolo.

Sono stata, la settimana scorsa, un paio di giorni a Montecarlo. E ho goduto del piacere della buona conversazione. Non succede spesso e soprattutto non è comune per chi organizza cene di lavoro, riuscire a trasformare un incontro che parte da uno spunto professionale (quante volte ci capitano vernissage, lanci di prodotto, eventi in cui fingiamo di divertirci?) in un incontro davvero piacevole.

Si trattava del “Diner des partenairs” del Monte-Carlo Rolex Master, preparatorio al torneo che si terrà nel Principato di Monaco il prossimo mese di aprile .

I padroni di casa (cioè il direttore del Torneo e i suoi collaboratori) si sono presi cura degli ospiti. Ci conoscevano per nome, ci venivano incontro per salutarci, si preoccupavano di presentarci agli altri invitati. Come appunto, ospiti di una casa, di una famiglia.

Per me, relativamente nuova del mondo del tennis e non bazzicante Montecarlo per usuali diletti (ho piuttosto una storia di vacanze in moto in Sicilia, più che di chemin de fer al Casino del Principato) la gradevole sensazione di avere come anfitrione un padrone di casa e non una agenzia di PR.

La composizione dei tavoli credo sia stata fatta con cura, mescolando uomini e donne, matricole e veterani, Club e Aziende. Con il risultato di avere sorrisi e conversazioni vivaci in ognuno dei tavoli.

Di fronte a me l’incantevole Monsieur Truchi (direttore del Country Club), di fianco a me Monsieur Hoppenot, Vice President dell’ Hotel de Paris.

Con Mr Truchi ci siamo persi negli aneddoti del tennis, di quando ventenne giocava con Sergio Tacchini ad Ascoli Piceno e di quanto trovasse, anche recentemente, amabile Pierrette , la bella tennista diventata poi sua moglie.

Ma poi alla mia sinistra un fiume di parole e bollicine mi ha svelato i segreti delle cave dell’Hotel de Paris: due chilometri di cantine sotterranee piene dei vini più preziosi del pianeta. Bottiglie che non sono neanche nel menù (per evitare che grossolani milionari le bevano senza gustarle) e che costano 10.000 euro l’una.

Le mani tremanti dei giovani sommelier che, novizi primi della classe delle migliori scuole di hotellerie d’Europa, aprono bottiglie preziosissime con il cuore in gola. E che dopo qualche anno maneggiano tesori come se fossero lattine di gazzosa.

Bottiglie speciali che non si aprono e che si custodiscono per le generazioni future, altrimenti destinate a non poterle mai gustare.

Non finivo più di ascoltare e chiedere e sbirciare le foto sul blakberry.

La complicatissima formula per organizzare una cena di lavoro in cui nessuno guardi  l’orologio per scappare non appena le buone maniere lo consentano, è parsa quanto di più semplice e naturale potesse avvenire: grande esempio per chi si occupa di organizzare eventi di lavoro. Pensarli come fossero una cena a casa, in cui si invitano un paio di colleghi simpatici, gli amici del teatro e la ex compagna di scuola.

Certo una vista spettacolare sul mare, una cucina stellata e la brezza della Cote d’Azur aiutano. Ma nulla sono rispetto alle parole (cioè all’ avere qualcosa da raccontare e a raccontarlo bene) e alla passione che quando volano alto fanno sognare anche dalle cantine.

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Intervista a Elio Fiorucci

PB  Vi ricordate la promessa di intervistare Elio Fiorucci? Ci siamo riuscite!

Mentre leggete, immaginate suoni e atmosfera: lui, carismatico e calmo, parla con un microfono che tiene stretto al petto. Si muove poco e sta seduto (diciamo: il contrario dell’imbonitore televisivo che si agita magnificando pentole e materassi).

Non alza la voce.

I suoi occhi brillano e saltano per tutta la sala, per tutti quelli che stanno lì ad ascoltarlo.

La voce è bassa eppure nessuno perde una parola.

Con noi, per voi giovani talenti, parla di rapporti umani, di fiducia, di molteplicità, di passione, di coraggio, di innovazione, di autenticità. Non conosce tutti i vostri nomi. Ma pare dagli occhi (che ridono? che sanno? ) che queste parole le abbia dette proprio per ognuno. Almeno così è parso a me e Paola che – ça va sans dir – siamo ormai perdutamente innamorate.

Trampolinodilancio: Durante il suo speach da Robilant & Associati ci ha colpito la sua definizione del mercato come “atto d’amore”, inedita definizione per un concetto, quello di mercato, che viene di solito o idolatrato o demonizzato: ci spiega la sua idea di mercato? E dove la vede realizzata?

Elio Fiorucci:  In ogni città esistono i mercati che non hanno mai perso il loro fascino a favore della Grande Distribuzione. Il mercato come dicevo non è solo il luogo delle merci ma è anche il luogo dell’incontro con  chi le merci le produce o le sceglie personalmente, per cui si instaura un rapporto umano che prevede la fiducia e tante altre bellissime sensazioni che si ottengono solo con lo scambio tra gli uomini.

Trampolinodilancio : A un certo punto della sua vita lei ha dovuto cedere il marchio Fiorucci. Che consigli darebbe a chi, sul lavoro, deve misurarsi con realtà dolorose di cambiamento?

Elio Fiorucci: Non avere una sola passione ma capire che esistono tante cose da vedere o da fare che non possono ridursi in una sola esperienza

Trampolinodilancio : A proposito dell’importanza di “andare a bottega”: quali “botteghe“ oggi consiglierebbe a un giovane che vuole iniziare a lavorare? Quali i maestri da seguire? I modelli da cui imparare? Quali luoghi da frequentare?

Elio Fiorucci:  E’ impossibile descrivere questi luoghi, li puoi trovare in una stradina secondaria o addirittura in qualche piccolo paese perchè lì senti che si esprime la personalità. Quelli che scelgono inconsciamente o consciamente di fare solo quello che amano. Ci sono gli appassionati di motociclette e gli appassionati di fiori, se li conosci hanno tutti la stessa attitudine che si chiama passione.

Trampolinodilancio : Tutti riconoscono le sue doti eccezionali di talent scout: Lei come riconosce un talento?

Elio Fiorucci: Per il coraggio di fare una scelta innovativa e questo può avvenire in qualunque categoria di professioni.

Trampolinodilancio : Che consiglio darebbe a un giovane che deve affrontare un colloquio di lavoro?

Elio Fiorucci:  Essere se stesso, non essere timido perchè la timidezza a volte è confusa con la mancanza di capacità.

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