Archivi tag: ottimismo

Non di solo Covid vive l’uomo

PB Dopo la grande paura (vedi le lacrime dal camper del post di aprile) ci siamo presi la rivincita.

Vacanze! Mare! Amori estivi e canzoni piene di corazon , amor, Mediterranea, Karaoke.

Manduria: Karaoke, il video clip girato nelle marine di Manduria

E poi, come quando la mamma rientra un’ora prima del previsto e ti becca con la cameretta in disordine e le dita nel vaso della Nutella, parte la contrizione a palla, il pentimento, la sera a letto senza cena.

La colonna sonora allegra? svanita insieme all’ora legale. Sostituita dal suono delle ambulanze e dai lamenti che si levano – a ragione – da ogni categoria (ristoratori, attori, camerieri, studenti., professori, musicisti, sportivi, mamme, allenatori…).

Io la scorsa settimana sono andata a teatro, al ristorante, a Pilates, in Piscina con lo stesso spirito del condannato a morte, che si deve giocare gli ultimi colpi, prima della clausura.

Il coprifuoco alle 23, che 3 giorni fa mi pareva una galera, mi sembra inutile e lapalissiano: tanto che ci faremmo in giro dopo cena se non si può andare al cinema, né incontrare gli amici, né trovare un locale aperto, né andare a ballare, né bere una birra sui Navigli?

Mi è venuto un po’ il magone. Ci è rimasto solo il traffico e il lavoro.

Poi però ho un po’ riflettuto. Ci è rimasta la salute, se riusciamo a conservarla. E un salario, se le aziende per cui lavoriamo non saranno troppo in difficoltà. E anche tutti gli amici di prima, anche se non riusciamo a vederli come vorremmo. E il cane da portare a passeggio, la nostra famiglia con cui fare conversazione, i soliti libri (uno sul Giappone: appena chiudiamo questo anno bisesto voglio andare in Giappone!) E anche il parrucchiere, che – le femmine lo sanno bene – in certi frangenti vale più dell’analista.

I ragazzi come al solito con la loro meravigliosa incoscienza, non smettono di fare progetti, di innamorarsi, di giocare alla play station, di desiderare che inizi a crescere la barba, di studiare per la patente.

I vecchi, che magari da bambini sono cresciuti in cortili da dopoguerra in cui giacevano proiettili inesplosi, ora non vogliono rinunciare ad andare a prendersi il giornale in edicola e a bere un caffè al bar, mentre figli adulti e ansiosi tentano di chiuderli in casa, promettendo una lunga sana solitaria triste fine dei loro giorni.

Ho messo lo smalto rosso “Pirate” di Chanel (il rossetto non si vede più, nascosto dalla mascherina), e ho sistemato i capelli. Oltre a un sorriso che deve trasparire dagli occhi: voglio che, incrociando quelli del prossimo, trasmettano un po’ di prudente empatia e esorcizzino tutto il triste egoismo che è in agguato dietro alla paura.

Il covid è una enorme seccatura. Vorrei che fosse un pericolo solo per i nostri polmoni, ma lasciasse intonsi il nostro cuore e il nostro cervello.

Un professore in Francia ha perso la vita per spiegare la libertà di pensiero, il team della Nasa ha mandato una sonda su un asteroide per raccogliere un pugnetto di sabbia.

Tiremm innanz, ci sono un sacco di cose di cui occuparci, non di solo Covid vive l’uomo.

Contrassegnato da tag , , , , , , ,

Ma che bell’anno è stato?

PB Siamo alla fine dell’anno.Risultati immagini per natale

Tempo di bilanci e di buoni propositi.

Per noi, le blogger e le loro amiche, non è stato un anno semplice. Direi anzi che è stato piuttosto rognoso.

Ma incredibilmente, dopo un sacco di mesi amari, l’autunno inverno (anche le nostre emozioni seguono le stagioni della moda, so sorry) ha riservato alcune dolcezze che hanno lenito le ferite e riaperto orizzonti di speranza e ottimismo.

Alcune di noi quasi si mollavano con il marito/fidanzato: lacrime, incomprensioni, solitudine (che in due è peggio che da soli, sentirsi soli) e amarezza.

Alcune hanno cambiato lavoro finendo dalla padella nella brace, sono incappate in tristi figuri che non ci si aspetterebbe alla nostra età, e si sono rotte di non guadagnare mai abbastanza.

Alcune sono finite all’ospedale.

Alcune hanno pensato che avere figli preadolescenti è peggio che avere la pellagra

Alcune si sono trovate a sopportare, dopo anni di suoceri antipatici e danarosi, suoceri antipatici ma in braghe di tela.

Ma la provvidenza, l’incoscienza, il magico gioco del destino, il fatalismo rilassante, l’ottimismo nonostante tutto, hanno fatto che:

Le tristi e amareggiate hanno fatto la pace. E sono pure dimagrite e tornate simpatiche

Quelle bruciacchiate dalla brace hanno fatto un balzo su una bella tovaglia, dove non si frigge e c’è pure il parcheggio. Non sono diventate ricche, ma insomma, troppo ricche è anche fuori moda.

Quelle operate siano guarite

Quelle con i figli che cambiano voce e numero di scarpe, alla fine li amano anche se hanno i brufoli e se ti tocca fare i compiti con loro il fine settimana

Quelle con i suoceri antipatici, se li tengono (vabbé non tutto può andare bene)

 

Buoni propositi per l’anno nuovo? Sull’onda dell’ottimismo e degli spazi riconquistati, non trascurare il blog. E le amiche (quelle mai) e il teatro e l’inglese e i classici russi e qualche bel viaggio e la piscina e il tennis e …e…e… BUON NATALE cari lettori, ma che bell’anno è stato?!

Contrassegnato da tag , , , , ,

Sei anche tu una Pollyanna?

PC In questi anni abbiamo sottolineato l’importanza di fare personal branding ed è stato perciò molto piacevole vedere che una delle nostre più giovani lettrici, Giulia Gargaglione, convinta anche da un corso sull’argomento svolto in università, ha cominciato a pubblicare sul suo profilo linkedin dei post che danno concretezza al suo percorso di studi in ambito psicologico e alla sua ambizione di diventare una Well-being Specialist.

Uno di questi, sul cosiddetto Principio di Pollyanna, mi ha particolarmente colpito, forse perché Patrizia e io siamo cresciute con i romanzi Pollyanna e Pollyanna cresce (il meno conosciuto sequel, roba da fanatiche). Le ho quindi chiesto di far conoscere ai nostri lettori questa inclinazione a valutare tutto troppo positivamente, perché penso che si riveli particolarmente utile quando si sostiene un colloquio. Ecco i suggerimenti di Giulia:

Giulia Gargaglione: “Il “principio di Pollyanna”, studiato per la prima volta da Matlin e Gawron nel 1979, ci svela che esistono delle persone fortemente e costantemente felici e soddisfatte, con un umore positivo stabile nel tempo e nelle diverse circostanze. 
Secondo il “Principio di Pollyanna”, queste persone sarebbero caratterizzate da una spiccata tendenza a vedere il lato roseo della vita, da un’inclinazione a interpretare e ad affrontare gli eventi in modo positivo, a selezionare le situazioni più gratificanti.

Giulia Gargaglione Well-Being Specialist

In origine, Pollyanna era la protagonista di un romanzo per ragazzi, scritto nel 1913 da Eleanor H. Porter. Il personaggio è diventato paradigmatico della filosofia della gratitudine: nella storia, infatti, il padre le insegna a giocare al Glad Game (“Sono grata”). Il gioco consiste nel trovare sempre qualcosa per cui essere grati in ogni situazione.
Ma come si capisce chi ha una personalità da Pollyanna?
Le persone che presentano il cosiddetto bias dell’ottimismo tendono a valutare gli eventi in modi a loro vantaggiosi, a giudicarsi in maniera favorevole nella maggior parte delle situazioni e a ricordare un maggior numero di eventi positivi nelle loro vite.
Attenzione! 
La tendenza ad essere ottimisti in ogni circostanza non è qualcosa di sempre positivo: ricorda che stiamo parlando di un bias, cioè di una distorsione del pensiero che ci allontana dalla realtà. Secondo State of Mind, gli esseri umani sono più portati all’ottimismo rispetto al realismo: le persone sottostimano la possibilità di divorziare, di perdere il lavoro, di ammalarsi di cancro mentre sovrastimano la propria aspettativa di vita di oltre 20 anni. Curioso, non trovi?

Lascia che ti dia qualche dritta su come puoi evitare di cadere in questa trappola cognitiva:

1.      Quando ti trovi a dover valutare una situazione/evento/persona cerca di essere razionale e non alimentare attese irrealistiche: soppesa i pro e i contro di ogni aspetto della tua analisi (magari utilizza il vecchio metodo dell’elenco carta e penna, potrebbe aiutarti a fare chiarezza).

2.      Confrontati con gli altri: chiedere consiglio ad una persona di cui ti fidi potrebbe fornirti una prospettiva diversa e più realistica, il che aiuterebbe a riportare in equilibrio il tuo senso (sbilanciatissimo) di ottimismo!

3.      Ricorda di leggere la situazione da diversi punti di vista: fai lo sforzo di metterti nei panni di tutti gli attori della scena, in modo da capire le motivazioni alla base delle azioni di tutti i partecipanti.

4.      Pensa al passato per delineare il futuro: sforzati di immaginare a come le cose potrebbero andare nel futuro, il modo migliore per farlo è attingere alla tua esperienza passata; potresti pensare ad una situazione simile in cui ti sei già trovato e valutare i possibili esiti della tua decisione presente confrontandoli con quelli di un’ esperienza già vissuta.

5.      Esercitati a immaginare problemi e soluzioni: lo so, per te che sei ottimista non ci sono problemi… questo è il punto! Ogni decisione presenta ostacoli e opportunità, rassegnati, è un dato di fatto.  Facciamo un esempio: stai per affrontare un colloquio di lavoro. Quali potrebbero essere gli ostacoli che incontrerai? Chi e come si muoverà la concorrenza? E’ realistico pensare che ad una prima stretta di mano capiranno chi sei e ti stenderanno il tappeto rosso? Forse c’è ragione di pensare (sempre) ad un buon piano B, nell’eventualità che tutto non vada proprio come programmato.

Non è un lavoro facile, ma con un po’ di impegno si può imparare, buona fortuna!


Se vuoi approfondire, ti consiglio di dare un’occhiata a:

·         Matlin, M.W; Gawron, V.J (1979). “Individual Differences in Pollyannaism”. Journal of Personality Assessment. 43 (4): 411–412.

·         http://www.stateofmind.it/tag/optimism-bias/

E se volete altri suggerimenti dalla Giulia, la nostra psicologa in erba, aggiungetela su LinkedIn www.linkedin.com/in/giuliagargaglione/

Contrassegnato da tag , , , ,
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: