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La campagna inTRATTAbili di Mani Tese ha un logo grazie a una giovane creativa

ADV-trafficking1PC Si è concluso il  bando per la progettazione del logo della Campagna inTRATTAbili di Mani Tese, rivolto ai giovani creativi. Un progetto che ho collaborato a sviluppare in parallelo a un approfondimento più strategico realizzato insieme ai miei studenti dello Ied, che hanno fatto uno splendido lavoro. Anche le proposte creative ricevute in seguito al bando erano tutte di qualità e riportavano delle motivazioni molto interessanti, che facevano capire che c’era stato un approfondimento notevole della questione. Purtroppo, insieme con gli altri giurati, abbiamo dovuto fare una scelta, anche se la decisione tra le due proposte rimaste in short list è stata davvero difficile. L’elaborato che meglio ha sintetizzato gli obiettivi descritti nella Campagna contro il traffico di esseri umani in Cambogia e Bangladesh è stato realizzato da Simona Crisafulli.

Il lavoro scelto propone un’immagine di immediata comprensione per tutti: una mano, che ricorda il nome di Mani Tese e i suoi 50 anni di storia. Un gesto, convenzionale e universale, che comunica in modo chiaro la volontà di fermare il traffico di essere umani e di impedire le atrocità legate a questa gravissima violazione dei diritti umani.

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Da Mani Tese un appello a firmare per una buona causa e utili consigli per chi vuole lavorare nel no profit

PC Ci arriva da Mani Tese, la storica ong impegnata a combattere gli squilibri tra nord e sud del mondo, con la quale collaboro, un appello ad aiutarli nel rush finale della raccolta firme per la promozione della Dichiarazione Europea per la Sovranità Alimentare. Una dichiarazione che è il frutto del primo forum continentale sul tema svoltosi a Krems, in Austria, nell’agosto del 2011 (400 delegati da 34 paesi) e che contiene 6 richieste forti di cambiamento rispetto a tutte le politiche europee che regolano la produzione, la vendita e il consumo di cibo. (Firmare è facilissimo e velocissimo, basta andare a questo link: http://www.change.org/it/petizioni/sovranit%C3%A0-alimentare-in-europa-ora, fatelo tutti subito!)

Giosuè de Salvo capo area advocacy Mani Tese

Giosuè de Salvo capo area advocacy Mani Tese

Approfittiamo per porre a Giosuè De Salvo, capo area advocacy Mani Tese, alcune domande inerenti alle possibilità di lavoro nell’ambito del mondo no profit.

Quali prospettive si aprono per i giovani nell’ambito del no profit in questi anni di crisi?

Giosuè De Salvo: Guardandola in positivo, la crisi apre delle enormi prospettive per i giovani. Essendo una crisi di sistema, travolge larga parte delle convinzioni su cui si sono fondati i percorsi di carriera negli ultimi trent’anni e consente loro di essere più creativi che mai. Detto in altre parole, il fallimento del dogma “libera impresa in libero mercato = prosperità e benessere” fa sì che i giovani possano approcciare in modo innovativo i mestieri tradizionali e addirittura inventarsi nuovi mestieri basati su valori e visioni capaci di rimettere la dignità umana e la sostenibilità ambientale – i due grandi perdenti del così detto Finanzcapitalismo – al centro della loro esperienza di vita e di lavoro. Ebbene, questi valori e queste visioni sono la sostanza dell’impegno nel no profit.

Un giovane di talento che voglia lavorare nel no profit deve avere delle caratteristiche particolari? Quali?

Giosuè De Salvo: C’è no profit e no profit ovviamente. Per come la vedo io, dall’osservatorio Mani Tese, occorre essere dei professionisti appassionati. Professionisti della progettazione, della logistica, dell’amministrazione, della comunicazione. Appassionati del genere umano e di madre Terra. Non bisogna mai stancarsi di “camminare domandandosi” quali sono le cause più profonde dell’ingiustizia e come fare per porvi rimedio. E’ un lavoro che ti mette in discussione ogni giorno come persona e come specialista, che sfida la tua coerenza, che ti fa litigare in famiglia e con gli amici, che ti rende inviso agli indifferenti, che molto spesso è fonte di grandi rinunce materiali ma che proprio per questo ti rende vivo. Ecco, forse la dote più grande richiesta è una grande e inguaribile voglia di vivere!

Tornando al tema della Sovranità alimentare, ci spiega Giosuè che “ad oggi, siamo a quota 5.000 firme cartacee e quasi 2.000 on line. Se riusciremo a completare l’impresa entro il 31 dicembre 2012, porteremo la voce di 10.000 cittadini europei (una cifra non trascurabile!), tra gli altri, al sindaco Giuliano Pisapia e al futuro presidente della Regione Lombardia perché Milano e la Lombardia ospiteranno l’Esposizione Universale del 2015 che ha come temi portanti il diritto al cibo e la sostenibilità, ai Parlamentari Europei che stanno svolgendo il ruolo di relatori sulla riforma della PAC, la politica agricola comunitaria e ad altre figure chiave in ambito Unione Europea, fra chi si occupa di politiche del cibo. Ciò che ci muove è la ferma convinzione che “un cambiamento del nostro sistema alimentare sia un primo passo verso un cambiamento più ampio della nostra società!”.”

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