Archivi tag: Lindt

LA PROPOSITIVITA’ CHE FA LA DIFFERENZA.

PC Bucare lo schermo, passare sotto il radar che ognuno di noi è abituato a usare per filtrare i troppi stimoli esterni, riuscire a farsi notare e ricordare: sono alcune delle regole fondamentali che il comunicatore moderno deve seguire per far distinguere il suo brand in un contesto di prodotti analoghi.under the radar

Lo stesso principio vale anche quando si comunica se stessi e si vuole emergere dalla massa, tutto sommato omogenea, composta dagli altri candidati a un posto di lavoro.

Ci sono sicuramente riuscite, sia nei miei confronti, che nei confronti di un loro possibile datore di lavoro, Alessia Porro e Susanna Bossi, studentesse del master IULM in Food and Wine communication dove ho insegnato qualche mese fa. Vi riporto, per loro gentile concessione, la lettera che mi hanno inviato (usando Linkedin!). Mi scrive Alessia: ” Mi faceva piacere condividere con Lei qualche aggiornamento. Susanna Bossi  e io avevamo inventato il prodotto e creato la campagna di lancio per il prodotto Lindor ice cream.
Dopo la sua valutazione e il suo commento noi ci abbiamo creduto davvero!! Così abbiamo preparato un video, preparato materialmente il prodotto per il tasting e chiamato Lindt: ieri siamo andate a presentare il nostro progetto. E’ stato decisamente emozionante e una sfida, ora non sappiamo bene che cosa ci attenda ma volevo ringraziarla per la sua fondamentale iniezione di fiducia.”

Questa mail è stata un’iniezione di fiducia anche per me, che mi ha confermato che è giusto stimolare i giovani a dare di più e che sono tanti quelli che sapranno stupirci con la loro propositività.

Contrassegnato da tag , , , , , ,

INTERVISTA A MARIAVITTORIA DI STASI LUXOTTICA VOGUE EYEWEAR BRAND DIRECTOR

Mariavittoria Di Stasi Vogue Eyewear Brand Director

PC Ci sono aziende che ci permettono di essere più ottimisti, perché uniscono un approccio etico al business con risultati di vendita in controtendenza rispetto alla crisi generale. Una di queste è sicuramente Luxottica, che affianca una politica di coinvolgimento del personale da sempre particolarmente illuminata con risultati di crescita a due cifre (i risultati consolidati del secondo trimestre e del primo semestre di Luxottica Group  per il periodo  che si è chiuso il 30 giugno scorso  vede un  fatturato pari a 1,8 miliardi di euro e un +15,2% – l’utile netto ammonta a 195,5 milioni di euro, ovvero +20,6%).

Ci sono persone che ci permettono di essere più ottimisti perché uniscono un approccio etico, caratterizzato da correttezza e rispetto nei confronti dei fornitori, con la determinazione necessaria ad ottenere dei risultati importanti. Una di queste è sicuramente Mariavittoria Di Stasi, che ha lasciato il sole di Salerno (dove è nata e si è laureata con lode in ingegneria chimica) prima per la nebbiosa  Parma, dov’è entrata come stagista in Barilla e l’ha lasciata come Group Product Manager e poi per  l’uggiosa Varese, dove era marketing manager su Lindt. È quindi approdata a Milano, in Luxottica, come Trade e Marketing Director di Luxottica Italia, ed è stata, a inizio anno, promossa Brand Director a livello internazionale per  Vogue Eyewear, la seconda marca per vendite dopo Ray Ban.

Trampolinodilancio: Quali caratteristiche deve avere un giovane per entrare nel marketing di Luxottica?

Mariavittoria Di Stasi: Imprenditorialità (sentire l’azienda come propria), passione (credere in ciò che si fa e coinvolgere gli altri al raggiungimento dell’obiettivo), flessibilità (e’ un’azienda dalle tante facce, divisa tra passato e futuro, con il cuore nei monti agordini e la testa nei mercati internazionali) 

Trampolinodilancio: C’è una persona che hai assunto che ti è rimasta impressa perché rappresenta le qualità che deve avere un candidato?

Mariavittoria Di Stasi: Più di una persona a prescindere da ruolo e seniority. In comune hanno un buon mix di visione ed intelligenza emotiva (che consente loro di sapere dove andare e capire anche qual e’ il giusto modo di raggiungere il risultato).

Trampolinodilancio: Un consiglio su come affrontare un colloquio di lavoro?

Mariavittoria Di Stasi: Ne darei due:

– arrivare preparati al colloquio sul tipo di azienda (idealmente includendo le caratteristiche/ valori) per farsi subito un’idea della compatibilità tra domanda e offerta

 – essere se stessi valorizzando i propri punti di forza e le affinità con l’azienda ma senza “bluffare ” troppo perché i nodi vengono sempre al pettine…

Trampolinodilancio: In quale settore del marketing ci sono maggiori prospettive di sviluppo per i giovani al momento?

Mariavittoria Di Stasi: Più che di settore, oggi le maggiori opportunità sono in alcune regioni del mondo che viaggiano a tutt’altra velocità. A parte i ” soliti” Brasile, India e Cina, ultimamente sono molto promettenti Australia e Canada. Il mio invito e’ di valutare aziende/settori che lavorino con queste geografie  e aprirsi a esperienze internazionali.

Trampolinodilancio: Quale consiglio potresti dare a un giovane che voglia entrare nel mondo del marketing e della comunicazione?

Mariavittoria Di Stasi: Una volta “entrati” in azienda, e’ fondamentale entrare in empatia con gli altri per imparare da chi ha più esperienza e creare il giusto contesto per lavorare bene.

Contrassegnato da tag , , , , , , , , , , ,

Il gergo aziendale come segnale di appartenenza

PC I diversi modi di dire grigio in Armani di cui parla Patrizia nel post “Saper interpretare lo spirito della marca “mi ricordano i quindici modi di chiamare la neve

degli eschimesi (c’è chi afferma siano addirittura 40) e mi fanno pensare a quanto sia importante imparare – in brevissimo tempo – il gergo aziendale, proprio come se fosse la lingua del paese nel quale ci si è trasferiti, come primo, inevitabile passaggio per assimilarne la cultura.

Per un comunicatore è ancora più difficile perché si troverà a parlare con tanti clienti diversi, ognuno con la sua terminologia particolare: con Telefunken e Samsung ho imparato che nel mondo dell’elettrodomestico si parla di bianco e bruno, in Lindt si passa invece dal quadrotto di Lindt Excellence alla boule di Lindor, in Barilla parlare di spaghetti non ha senso, si dice i n° 5, proprio come il profumo Chanel, mentre la bottiglietta in vetro originale dell’aranciata San Pellegrino è la clava.

In Luxottica mi hanno recentemente tirato le orecchie perché quelle dell’occhiale sono le aste, non le stanghette, ma non è nulla in confronto a quando ho chiamato scotch il nastro adesivo della Henkel, usando  il nome del principale concorrente. In Montblanc non si parla mai di penne, ma di strumenti di scrittura.

Non solo;  anche l’ortografia richiede precisione, se si vuole dimostrare di essere davvero interessati al cliente o all’azienda per la quale si fa un colloquio. Swarovski si scrive senza “y”, Illva ha due “l”, Kellogg’s due “g”, la margarina Valle’ ha l’apostrofo e non l’accento, la vodka Artic la “c” e non la “k”.

Se tutti sanno che il logo della Nike è il baffo (o swoosh a livello internazionale) , molti probabilmente ignorano che  il simbolo del logo Vodafone si chiama la goccia, e solo quelli della nostra generazione si ricordano il bambino che si leccava le dita alla fine delle pubblicità Invernizzi, rimasto nel logo, che si chiama il moretto, anche se è bianco.

Infine nominare la parola Amaretto in Illva potrebbe attirare sul vostro capo un fulmine divino: il celebre liquore si chiama ormai solo Disaronno.

Contrassegnato da tag , , , , , , , , , , , , , , , ,
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: