Il colloquio che scopre le affinità elettive tra candidato e azienda

PC Quando tra datore di lavoro e dipendente non si crea un’affinità elettiva simile a quella che lega una donna a un uomo è probabile che i due in brevissimo tempo si divideranno. Questo rappresenta un danno sia per l’azienda che per il dipendente, visto che entrambi investono inutilmente tempo in formazione.gli amanti Magritte

Per questo, si sta affermando un nuovo tipo di selezione basato sulle Strengths-based job interview, che permettono, attraverso una conoscenza più profonda dell’intervistato, di valutare la sua aderenza ai valori aziendali e al tipo di lavoro che dovrà svolgere.

Invece che limitarsi a scoprire cosa una persona SA fare attraverso il colloquio si cerca di capire cosa una persona AMA fare.

Il principio è chiaro: individuare persone che abbiano le stesse caratteristiche dell’azienda che sta assumendo. Dal punto di vista di chi fa domanda, questo significa essere sicuri di trovarsi a lavorare in una cultura organizzativa che si condivide e a svolgere lavori per i quali si è adatti.

Dal punto di vista dell’azienda questo è sicuramente un vantaggio, perché quando un candidato può utilizzare nel lavoro i suoi punti di forza dimostra:

  • energia e coinvolgimento
  • spesso perde il senso del tempo perché coinvolto nel compito che sta svolgendo (e quindi lavora di più!)
  • impara rapidamente nuove informazioni e approcci
  • ha elevati livelli di performance sul lavoro

Dato che questi colloqui sono particolarmente utili per selezionare persone con poca esperienza e visto che grandi aziende come Nestlé e Unilever hanno deciso di utilizzarle, ecco alcune indicazioni per i nostri giovani talenti che potrebbero trovarsi ad essere intervistati con queste modalità.

Le Strengths-based question agiscono in due ambiti:

  • innanzitutto cercano di individuare i vostri reali, sinceri, punti di forza, per esempio indagando quali sono le vostre passioni al di fuori del lavoro
  • lo stesso viene fatto con i punti di debolezza, per i quali è richiesta la massima sincerità.

I fan di questo nuovo tipo di colloquio sottolineano che un ulteriore vantaggio è che il candidato capisce perché non sarebbe felice in quel ruolo e non ha la sensazione di aver fallito, come succede invece con i colloqui classici.

Come prepararsi a un colloquio che usa le Strengths-based question? In realtà è sufficiente aver fatto un serio percorso di conoscenza di se stessi per capire quali sono le cose che si ama maggiormente fare sia nel lavoro che al di fuori del lavoro ed essere pronti ad essere aperti e sinceri. Potrebbe essere utile prepararsi a sottolineare come le proprie preferenze possono inserirsi perfettamente nella cultura aziendale e che sono in linea con i requisiti richiesti da quel lavoro.

Ecco alcune domande che potrebbero farvi durante un colloquio di tipo strengths interview:

  • Cosa sei bravo a fare?
  • Cosa ti viene facile?
  • Cosa impari facilmente?
  • Cosa trovavi più semplice apprendere all’università?
  • Quali soggetti ami di più studiare?
  • A quali attività dedichi le maggiori energie?
  • Descrivi un giorno di successo.
  • Quando hai raggiunto un obiettivo di cui vai veramente fiero?
  • Preferisci iniziare un lavoro o finirlo? (domanda per niente banale!)
  • Pensi di avere abbastanza ore per fare tutto quello che devi nel corso della giornata?
  • Che tipo di cose rimangono sempre nella tua to do list e non vengono mai finite?
  • Che cosa detesti di più fare? (Se la risposta è “mettere in ordine” non fate domanda in un archivio)
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2 thoughts on “Il colloquio che scopre le affinità elettive tra candidato e azienda

  1. simonascacheri ha detto:

    Ammetto che non ne sapevo nulla, ma ritengo sia un’ottima idea! E per l’azienda, ma anche e soprattutto per il candidato che non conoscendo realmente il lavoro che si dovrà fare o l’ambiente che troverà, ha qualcuno che stabilisce (anche) per lui l’affinità! Proprio vero che le affinità sono alla base di ogni relazione!
    Grazie! Articolo davvero interessante!

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    • trampolinodilancio ha detto:

      PC Grazie Simona del commento, ti confesso che anche io non conoscevo questa tecnica, anche se magari istintivamente ne applicavo alcuni principi. Avendola appena provata credo che effettivamente aiuti a capire meglio se con il candidato se si creerà anche una chimica di rapporti positiva, e non solo verificare semplici competenze.

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