Il vostro cv ha in media 8,8 secondi per farsi notare o cestinare

PC Uno degli effetti collaterali della crisi è il fatto che per ogni richiesta di impiego ci siano, rispetto a un tempo, molte più persone che fanno domanda e probabilmente meno persone che si occupano della selezione (anche i selezionatori sono vittime di tagli e ristrutturazioni aziendali).cestino

Il National Citizen Service,  il programma britannico che offre formazione ai giovani in cerca di lavoro, ha intervistato 500 aziende e scoperto che il numero di cv che arrivano per ogni posizione è raddoppiato in due anni, obbligando i responsabili della selezione a decidere in 8.8 secondi quali tenere e quali cestinare.

Cosa cercano in questi pochi secondi i selezionatori? Innanzitutto quello che viene definito l’elevator pitch: una frase che vi descriva e riassuma le vostre capacità e competenze in modo originale, impattante, dimostrando forza di carattere, tenacia e resilienza.

Un suggerimento sempre valido è quello di evitare gli aggettivi  banali o il cui contrario sia evidentemente negativo (vale la pena di dire che siete motivati? Se non lo foste avreste mandato il cv? È utile aggiungere che siete dinamici? Se foste pigri come un bradipo lo direste?). Resto sempre colpita da alcune frasi di House of Cards, la serie tv che ha a mio parere i migliori sceneggiatori. In un recente episodio un esperto di politica internazionale afferma: “I’d say there are nine consultants in the country who truly know foreign policy. Me: I’m number one. Me in coma, I’m number two.” Memorabile vero? (Se non lo avete capito andate direttamente all’ultimo punto di questo post).

Inoltre, nei pochi secondi dedicati al vostro cv, verranno apprezzate le attività extra curriculari, le passioni e gli interessi, più che i voti ottenuti (in particolare ovviamente se affini all’impiego per il quale ci si candida).

Alcuni suggerimenti formali per assicurarvi di avere impatto anche in 8.8 secondi:

  • Non superate la pagina, soprattutto se siete alla ricerca del primo lavoro. Il format europeo che obbliga ad elencare stage e lavoretti estivi con date e specifiche fa arrivare a due pagine anche i cv di giovani laureandi di 22 anni. Cercate di sintetizzare le diverse esperienze in modo da dimostrare i vostri interessi, ad esempio raggruppandole per temi (attività di volontariato, stage con solo l’elenco veloce del lavoro svolto e dove). Il one page document è una regola aurea che vale anche in questo caso.
  • Aggiungete una foto che comunichi qualcosa di voi: un sorriso e uno sguardo vivace e comunicativo fanno spesso più di tante parole.
  • Usate un carattere facile da leggere, evitate gli eccessi di creatività. Non potete conoscere i gusti di chi lo selezionerà, per questo è meglio usare un approccio standard
  • Formattate in modo utile e piacevole gli argomenti, in modo che sia ad esempio immediato recuperare il vostro numero di telefono o facile controllare qual è il vostro più recente impiego
  • Usate il grassetto per evidenziare le caratteristiche che vi rendono particolarmente adatti al ruolo per il quale vi proponete: può essere l’attuale posizione, se state svolgendo un lavoro simile, oppure una particolare esperienza all’estero, o ancora la conoscenza di una lingua straniera utile per quell’azienda, ma anche un hobby che coltivate da anni (fabbricate mobili in garage? Ditelo se fate domanda al marketing di Leroy Merlin; avete un blog di cucina? Evidenziatelo se mandate il curriculum in un gruppo alimentare; avete realizzato dei video per la scuola? Sottolineatelo se volete farvi assumere in un’agenzia di pubblicità)

E infine alcuni errori che la ricerca indica come sufficienti per far cestinare il vostro cv, anche prima che siano passati i fatidici 8.8 secondi:

  • errori di battitura
  • errori di grammatica
  • tono troppo informale
  • uso di espressioni gergali
  • lista di tutti i voti conseguiti durante gli studi
  • passioni e interessi elencati senza specifiche (ad esempio: la lettura, la cucina)
  • mancanza di attività collegate allo sviluppo personale

Dato che la ricerca è stata svolta in Gran Bretagna manca un punto fondamentale che aggiungo a nome di tutti i reclutatori italiani nell’ambito del marketing e della comunicazione (e non solo):

  • inglese perfetto. Solo pochi giorni fa ho sconsigliato un brillante studente del mio corso di Brand Lab che vuole diventare account dal mandare il suo curriculum nelle agenzie di pubblicità dopo aver visto (forse in meno di 8.8 secondi) che dichiara una conoscenza dell’inglese solo buona. Il miglior consiglio che mi sono sentita di dargli è di andare almeno tre mesi in un paese di lingua inglese, anche a fare il cameriere, per impararlo perfettamente e poi cominciare a inviare cv.
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