Robin Good: le regole per rimettersi in gioco e costruire una reputazione 2.0

PC Robin Good è uno dei più citati casi di personal branding italiani e uno dei primi editori online italiani ad aver raggiunto la totale indipendenza economica solo scrivendo e condividendo sulla rete ciò che lo appassiona. Il progetto principale di Robin Good è MasterNewMedia (nato nel 1999), una rivista su Internet dedicata alle notizie, le competenze e le risorse utili necessarie per comunicare efficacemente con i nuovi media e le nuove tecnologie. Dal 2009, Robin ha anche avviato un suo personale progetto di università online, la Robin Good University, dedicata a coloro che vogliono imparare sul campo a costruire un business di successo online.

Il suo webinar che Giovanna Landi, la mia tesista che sta scrivendo una tesi proprio sul personal branding, ha seguito per noi era dedicato a Mamme info, il nuovo progetto online a carattere nazionale dell’Associazione non profit Mamme e Donne di Milano, che attraverso il web site e il social network consente alle mamme e donne di usufruire gratuitamente di un supporto per affrontare con consapevolezza e maggiore serenità il difficile riaccesso al lavoro a seguito della maternità.

Ecco nel racconto di Giovanna la strategia di Robin Good per costruire la propria reputazione on line e farla diventare una fonte di profitto, con le storie reali di alcuni che ce l’hanno fatta (se ve lo state chiedendo Patrizia e io non siamo tra queste, come dimostra l’assenza di pubblicità sul blog!)

Giovanna Landi: “La filosofia sulla quale si fonda il pensiero e la strategia di business che conduce Robin Good, non si chiama a caso formula di Sharewood. Robin Good è un nipote di Robin Hood ma la famosa foresta di Sherwood diventa Sharewood, da Share, condividere tutto quello che si fa anche con i concorrenti.  Se ci copiano vuol dire che facciamo le cose bene, la copia è un premio ed è un buon risparmio in costi di marketing perché chi ha l’occhio attento se ne accorge e comunque risale a noi che siamo gli ideatori. Le fasi della strategia sono illustrate nella grafica.

Schermata 2013-11-16 alle 22.06.42Il trucco sta nell’intercettare un problema e un’esigenza specifica. Se vogliamo essere trovati sul Web dobbiamo costruire il sito intorno a una nicchia specifica, in questo modo  anche se siamo presenti solo da un mese saremo già ben visibili senza usare scorciatoie con le SEO ma semplicemente occupandoci di un settore in cui non ci sono molti concorrenti. Chiedersi “c’è una frase di 5/6 parole che identifica chiaramente la nicchia in cui siamo posizionati e che se scritta su Google mi dà come risultato il mio problema? Paradossalmente più persone intercettiamo peggio è, perché non stiamo cercando traffico.

Il vecchio imprenditore avrebbe pensato “mi invento questa cosa, la sparo sul mercato e vediamo come va”, oggi non è più così, spontaneamente la gente dice cosa vuole , per questo “creare i prodotti” è il quinto step e non il primo.

In tutte le storie che passeremo in rassegna si può notare come ci sia un percorso virtuoso. Quando qualcuno sia nella vita reale che in quella online ci offre informazioni senza chiedere nulla in cambio, entra nei nostri preferiti, ci segniamo il nome e se ci chiedono se conosciamo qualcuno che si occupa di una determinata cosa, faremo il suo nome. Prima dobbiamo costruirci una reputazione e soltanto dopo, come conseguenza, possiamo avere persone che ci seguono, fanno domande e, leggendo i problemi che hanno, possiamo creare servizi e prodotti su misura. “…Guarda quante cose ci offre gratis prima di preoccuparsi di chiederci qualcosa!“: questo è l’approccio che porta a buoni risultati!

Come capire qual è il momento nel quale abbiamo reputazione sufficiente per iniziare a offrire servizi a pagamento? Il momento giusto è quando iniziano ad arrivare domande tipo “Ma come faccio a?”, “Chi vende questo?”, “Come si fa a costruire quest’altro?”. È il momento in cui tra quelle persone possiamo vedere le cose che possiamo offrire realmente.

Questa, secondo Good, è la strada giusta per realizzare progetti, nel futuro del pianeta condivisione e aiuto reciproco saranno al centro della nostra vita, smetteremo di delegare ad esperti la risoluzione dei nostri problemi ma ci informeremo e, soprattutto, faremo comunità.

Ecco una carrellata di esempi di chi ce l’ha fatta:

  • Valeria Toti con il suo sito http://www.ebookpro.it, fornisce un template (modello che facilita il lavoro in quanto la parte più difficile è già fatta) per creare una guida professionale in formato PDF. Lo scopo è quello di far vedere a chi visita la pagina, che lei non è qui per “fregare” qualcuno o vendergli subito qualcosa, ma per dimostrare che nel tempo ha sviluppato queste competenze, ha studiato decine e decine di e-book e ha cominciato a crearne anche per gli altri. La strategia è quella di sviluppare prima le proprie credenziali e farsi apprezzare dando valore agli utenti e, poi, ascoltando le loro richieste specifiche, di passare a creare servizi e prodotto su misura per loro.
  • Carlo Gatto e il suo http://www.vivereamalta.com. Carlo, grafico di Roma, insoddisfatto di come funzionano le cose in Italia, decide di trasferirsi a Malta e di creare un mini sito nel quale condividere informazioni che già aveva dovuto cercare per sé prima di trasferirsi: come si trova casa a Malta, aspetti legali e fiscali, come si può trovare lavoro lì, dove si può studiare l’inglese, ecc. Il sito è nato da meno di un mese ma è stato in gestazione per più di un anno perché Carlo ha creato una pagina Facebook ascoltando per 9 mesi le persone che come lui dovevano trasferirsi cercando di capire quali fossero i problemi e le domande più frequenti, li ha raccolti, e ha individuato categorie precise di contenuto. Contenuti che gli danno l’opportunità di costruirsi una reputazione e farsi apprezzare dalle persona prima di offrirgli qualcosa a un prezzo o in cambio di qualcosa.
  • Alberto Mattei con http://www.nomadidigitali.it. I Nomadi Digitali, nati nel POP Campus, sono quelli che inseguono il sogno di girare il mondo lavorando ovunque grazie a Internet. I Nomadi, nel sito, dicono chi sono, che sogni inseguono, e dopo questa identificazione offrono esempi di storie reali di persone che sono già riuscite a crearsi questo tipo di vita fornendo consigli su come organizzare vita e lavoro in viaggio. Nel sito vengono consigliati dei libri disponibili su Amazon e da questo Alberto riesce a guadagnare una piccola percentuale.
  • Laura Norese, piemontese, di Torino esperta d’informatica e appassionata sommelier. Decide di rendersi utile agli altri creando http://www.viniepercorsipiemontesi.com, imparando a fare guide serie e professionali e offrendole gratuitamente. Lo scopo è far sì che chi vuole promuovere la sua cantina si rivolga a lei. Vi è un’etica di condivisione di cose utili. Nel sito vi sono schede specifiche di ogni vino, contenuti di valore, non le solite cose che si trovano sul web, l’obiettivo è stato raggiunto: il sito si distingue dagli altri.
  • Patrizia Pappalardo vive a Milano, segue mille progetti, appassionata di comunicazione, web, turismo, ha esperienze e contatti nel mondo delle guide turistiche. Secondo lei questi ultimi “dormivano” e sottovalutavano le opportunità fornite da internet. I turisti stranieri, oggi, vogliono costruirsi una vacanza personalizzata e farsi guidare da qualcuno fidato, in gamba e simpatico, non si affidano più a pacchetti preconfezionati da qualcun altro dove tutto è una sorpresa. Allora decide di creare http://www.guidaturisticafreelance.it, rivolgendosi a tutte le guide, facendole “svegliare” sull’opportunità di avere clienti diretti senza intermediari, dando indicazioni a chi, avendo le caratteristiche di una guida indipendente, voglia imparare e capire come poterlo fare. Patrizia offre anche piccole consulenze private a chi volesse essere seguito e guidato nell’apprendimento.
  • Graziella Tortorelli, una donna che ha deciso di coltivare la sua passione di mamma creando naturalmentemamma.it, dove affronta i temi della fertilità, maternità e benessere secondo natura. Come mangiare in maniera naturale? Come vivere in un ambiente naturale? Tra le diverse sezioni del sito troviamo: approcci naturali alla gravidanza, Casa Bio, giochi costruiti con materiali adatti.
  • Fabio Ghibellini e la sua compagna Annalisa Tampellini, hanno un negozio di scarpe in provincia di Bologna e un negozio sul web TentazioneShop.it.Per la “politica della nicchia”, però, un conto è avere un negozio di scarpe online, un conto è avere un negozio di scarpe in una nicchia specifica cioè che si occupa solo di un certo tipo di scarpe per una certa tribù specifica, nel loro caso scarpe con il tacco decoltè (chetacco.it). Ciò che funziona, è ancora una volta indirizzarsi in un settore molto specifico rivolgendosi a una tribù e non ad un target come per i mass media. La tribù è fatta di persone che hanno interessi ed esigenze comuni, poco importa se hanno età e portafogli diversi, quello che ci deve interessare è intercettare il loro problema.
  • SiamoAlCompleto.it è il sito di Marcello Cosa. Insieme alla sua partner ha fatto un passo molto coraggioso perché nonostante avesse una laurea e un dottorato prestigioso, non voleva rimanere al sud dove non poteva esprimere le sue capacità e allora fa 2 mosse : si trasferisce in Nicaragua e realizza un servizio dedicato a tutti i proprietari di bed and breakfast su come avere più clienti utilizzando internet. Nella sezione “Chiedilo a Marcello”, raccoglie le domande più frequenti per poi pubblicare i relativi consigli direttamente sul sito.”

Grazie ancora a Giovanna per questi consigli che speriamo possano essere utili. Fateci sapere se l’argomento vi interessa.

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