INTERVISTA A GIUSEPPE MASTROMATTEO, EXECUTIVE CREATIVE DIRECTOR DI OGILVY&MATHER

PC Ho conosciuto Giuseppe Mastromatteo quando era il giovanissimo assistente di Gianpietro Vigorelli in Young & Rubicam: non ci è rimasto molto perché Vigorelli se l’è portato via dopo poco più di un anno, quando ha aperto la D’Adda Lorenzini Vigorelli. Nonostante ciò mi è rimasto impresso come pochissimi altri perché era evidente da subito che avrebbe avuto grande successo, malgrado fosse tutt’altro che un aggressivo carrierista  (anzi si presentava, allora come adesso, con innata gentilezza ed educazione). Credo che il motivo di questa impressione, difficile da razionalizzare, sia proprio” la luce negli occhi” che, come ci dice Giuseppe, ha colpito Vigorelli al primo colloquio. Una luce che rispecchia un’energia interiore che non riesce a canalizzare tutta nella pubblicità, ma che si esprime anche nelle sue opere come fotografo e nell’attività di docente.

Giuseppe, nel frattempo, da giovane di talento è diventato direttore creativo di alcune tra le migliori agenzie italiane ed è stato anche direttore creativo con responsabilità mondiale sul marchio Jaguar alla EuroRSCG di New York, quindi gli abbiamo chiesto qualche utile consiglio per i giovani di talento con i quali viene a contatto e che assume nella sua funzione di direttore creativo.

Gli siamo particolarmente grati del tempo che ci ha dedicato perche in questi giorni è super impegnato nell’apertura della sua nuova mostra fotografica –  A LIQUID VISION –  che sarà alla Fondazione Forma per la Fotografia dal 2 al 14 ottobre.

Trampolinodilancio: Quali caratteristiche deve avere un giovane per entrare nel reparto creativo di Ogilvy&Mather?

Giuseppe Mastromatteo: E’ molto difficile spiegare cosa cercare, hai in mente un profilo, delle caratteristiche ma a volte incontri persone che ti sorprendono per ciò che non avevi pensato o immaginato potesse andare bene per il reparto creativo. Ultimamente abbiamo avuto un ragazzo che lavora molto con i video, è un video artista e lavorare con lui è stato molto stimolante.

Cercare un art o un copy oggi può significare chiudere delle porte a nuove figure che sono degli ibridi, nè art nè copy, ma sono persone che pensano in modo completamente diverso ed innovativo.

Un art director oggi non deve concentrarsi solo su stampa e affissioni che pur sono sempre importanti ma deve avere competenze più ampie, soprattutto di pensiero. Amo le persone piene di interessi e che mi raccontano cose che non so, amo i curiosi. E poi è molte volte la pancia a dirti se è la persona che stai cercando, è la persona che mi deve colpire e far pensare.

Trampolinodilancio: C’è una persona che hai assunto che ti è rimasta impressa perché rappresenta le qualità che deve avere un candidato?

Giuseppe Mastromatteo: Quando lavoravo a New York in EuroRSCG, ho assunto una decina di persone per comporre il gruppo di lavoro che mi era stato chiesto di organizzare. Una di queste persone è un giovane californiano Austin, junior art director in una piccola agenzia di Los Angeles. In un anno è stato promosso prima a senior art poi a direttore creativo. Davvero impressionante per cultura, qualità della persona, capacità a soli 25 anni.

Trampolinodilancio: Un consiglio su come affrontare un colloquio di lavoro?

Giuseppe Mastromatteo: E’ come il primo appuntamento. Poi deve diventare una relazione. La chimica è un componente non pianificabile. O c’è oppure…

Trampolinodilancio: In quale settore del marketing e della comunicazione ci sono maggiori prospettive di sviluppo per i giovani al momento?

Giuseppe Mastromatteo: Mai come adesso c’è bisogno di giovani in ogni ambito, dalle agenzie alle piccole boutique.

Trampolinodilancio: Quale consiglio potresti dare a un giovane che voglia entrare nel mondo del marketing e della comunicazione?

Giuseppe Mastromatteo: Stare qualche anno fuori dall’Italia.

Trampolinodilancio: Essendo tu così giovane (ricordo benissimo quando eri il garzone di bottega di Vigorelli!) ti farei anche una domanda che riservo alle interviste ai giovani che ce l’hanno fatta: perché pensi di essere stato scelto al tuo primo colloquio, cosa ha fatto la differenza?

Giuseppe Mastromatteo: La luce negli occhi, così racconta Vigorelli oggi.

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