Ognuno sta solo sul cuor della terra

Ragazza pensosa, sola in ascensore

Ragazza pensosa, sola in ascensore (Photo credit: Wikipedia)

PB  In un recente post di Paola, Paulo Bernini (Direttore creativo di Bitmama), a proposito della sua esperienza in Giappone, ha detto che laggiù ha imparato a stare da solo.

Io un po’ ho avuto freddo e un po’ mi sono sentita sola mentre leggevo (guardavo?) la scena e ho pensato che il commento non solo fosse bello e suggestivo, ma originale e pertinente per chi si avvia a una professione.

Imparare a sopravvivere soli è doloroso ma vitale.

Alle medie si va in bagno con la migliore amica, al liceo si inizia a fumare in tre (sempre in bagno), all’università si studia in gruppo, in gita si va con tutta la classe, in vacanza si parte in due (se si è innamorati) , in molti (se si spera di innamorarsi).

Poi arriva il momento di lavorare o di studiare – magari all’estero – in una città straniera.

Il mondo è diventato piccolo, le aziende locali cercano sbocchi internazionali, le multinazionali hanno filiali nei mercati locali.

I budget sono sempre più razionalizzati, nessuno si può più permettere di fare trasferte di gruppo, sono passati i tempi in cui, per presentare la nuova collezione a un cliente importante, partivano il marketing, il prodotto, lo stile, le vendite. L’ufficio viaggi organizzava la trasferta, procurava i biglietti aerei, prenotava l’hotel.

Ora, nella maggior parte dei casi, quello che prepara la valigia è da solo, in trasferta dovrà essere un po’ tutto (stilista e venditore), i voli se li è prenotati su internet e non dovrà avere paura (cioè avrà paura, ma dovrà fare finta di non averla) di essere a qualche migliaio di chilometri da casa, in un paese che conosce poco, per incontrare gente che non conosce affatto.

Io mi sono molto identificata nella sensazione di solitudine di cui parla Bernini: il disagio di mangiare da sola al ristorante, di orientarmi in città sconosciute, di riempire il tempo vuoto dal lavoro quando tutti i punti di riferimento familiari sono lontani.

Negli anni sono passata da baguette e camembert da sola in camera a scegliere sulla Lonely Planet ristoranti carini che mi somigliassero nei quali consumavo la cena leggendo un libro o scrivendo note sul mio diario (un diario è sempre una idea geniale: permette di fermare sensazioni altrimenti fuggitive e offre un meraviglioso riparo contro i seccatori).

Prima di partire cerco di avere il tempo di procurarmi una piantina  e di verificare la posizione del quartiere dove andrò, la presenza di qualche cosa di interessante in zona, di cui approfittare nel tempo libero.

Porto sempre un paio di scarpe comode, per potermi spostare a piedi, quando possibile, o addirittura in bici (a Copenhagen anche i business Hotel hanno il noleggio bici).

E poi ci sono sempre luoghi in cui, anche in giro per il mondo, io sento aria di casa: per me una chiesa cattolica (stesso profumo di incenso in tutto il mondo, sempre un altare in fondo alla navata), una bella libreria, un giardino pubblico. Altri tirano un sospiro di sollievo da Mc Donald o nel buio della sala di un cinema, oppure in piscina.

Ci sono trucchi e astuzie per sopravvivere alla malinconia dell’essere soli. Soprattutto per poi godersi la magnifica sensazione di avercela fatta, di avere conquistato un pezzo di mondo ma soprattutto un pezzo di sé stessi.

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3 thoughts on “Ognuno sta solo sul cuor della terra

  1. Carlo ha detto:

    Il post di PB è come il richiamo di una sirena….Dopo anni di gestione in comune con dei soci di un’impresa, ci siamo separati, consensualmente. Mi sono trovato solo. Solo a gestire un’attività in cui per anni avevo condiviso gioie e dolori. Ansia e preocupazioni mi hanno assalito, ma dopo poche settimane ho cominciato a sentire in me una nuova forza. Quasi un piacere masochista nell’affrontare tutti i problemi quotidiani. Mi sono reso conto che per anni il mio cervello lavorava solo per gestire la parte che mi competeva. Per cui come dice PB, mi sto godendo la magnifica senzazione di avercela fatta (crisi a parte), di avere conquistato un pezzo di mondo ma sopratutto un pezzo di me stesso.
    Grazie anche a PC.

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  2. Giulia Spada ha detto:

    “Ognuno sta solo sul cuor della terra trafitto da un raggio di sole: ed è subito sera”. S. Quasimodo
    Sicuramente non una visione positiva della solitudine, ma calzante.

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  3. giuseppevbolzoni@gmail.com ha detto:

    A Londra mi sono sentito solo anche se in compagnia ,a Parigi mi sono sentito in compagn ia anche se ero solo. ci sono dei luoghi del mondo e della mente in cui non si è mai soli.Quessto lo sapeva anche J.Roth e lo descrive benissimo ne “La leggenda del santo bevitore” Avolte anche un uomo solo sotto un ponte della Senna incontra un angelo.

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