ALCUNI “TRUCCHI” PER SCRIVERE… EFFICACEMENTE

PC Il primo trucco è: evitate di scrivere come nel titolo di questo post. Le virgolette e i puntini di sospensione sono infatti un inutile appesantimento retorico di quanto volete esprimere. Annamaria Testa  – nel corso in Iulm dove collaboravo come sua assistente  – usava per spiegare questo errore un esempio molto efficace. Mettere le virgolette a una parola o usare i puntini  in una frase, diceva, è come fare l’occhiolino mentre si racconta una barzelletta. In entrambi i casi si enfatizza troppo quanto si dice, si creano aspettative eccessivamente elevate e si ottiene l’effetto opposto a quello desiderato.

Spesso ricorriamo alle virgolette quando non siamo sicuri se usare o meno una parola, e mettendola tra virgoletta ci sentiamo meno responsabili di quanto diciamo. I casi sono due: o decidiamo che la parola in questione non è effettivamente adatta al contesto, e quindi la sostituiamo, oppure la usiamo senza attenuanti (confesso che sono stata tentata di mettere attenuanti tra virgolette, il che dimostra che per cercare di scrivere in modo chiaro e diretto è necessario un elevato livello di attenzione).

Per quanto riguarda i puntini non possiamo che essere d’accordo con Beppe Severgnini quando li definisce irritanti, e si chiede: “Chi sono, i Puntinisti? Donne e uomini pigri, che non hanno la costanza e il coraggio di finire un ragionamento. Le loro frasi galleggiano nell’acqua come le ninfee di Monet (“Caro Severgnini…come dirlo? Mio marito Puccio la detesta…Lei ha troppi capelli! Ieri… non ci crederà… ha tirato un suo libro al nostro vicino, lamentandosi che non fosse… un’edizione rilegata…”). Raramente questa overdose di puntini esprime un pensiero compiuto. Accompagna invece mezze ammissioni, spunti, sospetti, accenni, piccole vigliaccherie (non ho il coraggio di dire qualcosa, e alludo).” Da “Io Donna”, femminile del Corriere della Sera. http://www.corriere.it/solferino/severgnini/06-04-29/01.spm

L’uso dei puntini di sospensione è poi particolarmente controproducente (e francamente brutto) nei titoli pubblicitari, ne parleremo in un prossimo post.

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